GELO siberiano e NEVE: dove punterà dal 22? I risvolti per l’Italia
Il grande freddo russo sempre sul punto di intervenire durante la terza decade di gennaio sull'Europa, ma con effetti sul nostro Paese che potrebbero anche risultare marginali.

Freddo russo verso l’Europa: perché l’Italia resta (quasi) ai margini
Da giorni si rincorrono analisi e discussioni sul possibile arrivo di un’ondata di grande freddo dalla Russia durante l’ultima decade del mese. Uno scenario che, a prima vista, sembra evocare immagini di irruzioni gelide capaci di travolgere buona parte del continente europeo. Eppure, chi osserva l’evoluzione atmosferica degli ultimi anni sa bene che la realtà è più complessa e, soprattutto, meno spettacolare per il Mediterraneo.
Un copione che si ripete
Nella seconda parte dell’inverno, il serbatoio gelido russo tenta quasi sempre di avanzare verso ovest. Tuttavia, il punto di contatto tra l’aria continentale e le correnti più miti atlantiche tende a collocarsi troppo a nord per coinvolgere l’Italia.
- Nelle annate migliori, il conflitto tra le masse d’aria genera nevicate sul Centro Europa.
- In quelle peggiori, lo scontro si consuma addirittura tra Danimarca, Regno Unito e sud della Scandinavia, lasciando il Mediterraneo completamente fuori dai giochi.
Ecco come potrebbe evolvere la situazione quest’anno tra il 23 e il 25 gennaio con il contatto tipico tra masse d’aria a ridosso del centro Europa e l’Italia decisamente ai margini, la mappa è di GFS, elaborazione grafica Meteociel:

Un vortice polare disturbato… ma non abbastanza
Quest’anno le premesse sembravano diverse. Il vortice polare, più disturbato del consueto, aveva alimentato l’idea che l’aria fredda potesse spingersi più a sud, aprendo la strada a scenari più invernali anche per l’Italia. Le ultime emissioni modellistiche, però, hanno riportato tutti con i piedi per terra: lo schema sinottico resta molto simile a quello osservato nell’ultimo decennio. L’aria gelida punterà ancora una volta verso l’Europa centro-settentrionale, con un coinvolgimento del Mediterraneo solo marginale.

L’unico modello che al momento prevede una situazione più invernale, con l’irruzione fredda che raggiunge almeno il settentrione, determinando nevicate anche in pianura, è la proposta del modello ECMWF sviluppato con l’intelligenza artificiale, che vediamo qui sotto con l’elaborazione grafica di Meteociel per il 24 gennaio:

La sua attendibilità è comunque molto bassa al momento (25%), ecco comunque i risvolti nevosi che comporterebbe per il nord, sempre secondo questa emissione:

Italia: più autunno che inverno
Il nostro Paese non resterà del tutto indifferente, ma gli effetti più probabili saranno ben lontani da un’irruzione invernale classica.
- Maltempo di stampo autunnale, con piogge diffuse e venti sostenuti.
- Neve confinata alle Alpi, magari anche a quote basse, e già questo, viste le ultime stagioni, sarebbe un risultato non trascurabile.
Il momento clou dovrebbe collocarsi nel fine settimana 24–25 gennaio, quando lo scontro tra le masse d’aria , quella fredda in discesa da est e quella più mite atlantica, darà vita a un episodio perturbato anche sul nostro territorio.
Sintesi finale
Il grande freddo russo tornerà a bussare alle porte dell’Europa, ma ancora una volta lo farà troppo a nord per coinvolgere direttamente l’Italia. Nonostante un vortice polare disturbato lasciasse sperare in un affondo più meridionale, i modelli confermano uno schema ormai ricorrente: gelo sul Centro-Nord Europa, maltempo mite sul Mediterraneo.
Per l’Italia, dunque, un possibile passaggio perturbato tra il 24 e il 25 gennaio, con piogge e neve relegata alle Alpi, poi si valuterà nel dettaglio la quota neve.
Questa è al momento l’ipotesi più attendibile (60%).
Ovviamente restano aperti anche scenari più estremi, con il freddo in grado di raggiungere almeno parzialmente il nord Italia, ma al momento restano minoritari (25%).
Altre configurazioni, che raccontano di situazioni sempre votate a blande situazioni perturbate, non superano un’attendibilità del 15%.

