09:10 8 Gennaio 2026

INVERNO: nuovo stop dal 12 gennaio, le conseguenze

Inverno in pausa dal 12 gennaio: perché sfuma la neve al Nord e cosa può accadere dopo il 20.

INVERNO: nuovo stop dal 12 gennaio, le conseguenze

La grande opportunità di assistere ad una importante nevicata in Valpadana nell’intervallo temporale tra il 12 e il 14 gennaio è fallita. Ogni qualvolta anche nel recente passato, si profilava una possibilità di neve importante per il nord Italia, c’è sempre stato qualche ostacolo a frapporsi tra il freddo e le perturbazioni atlantiche. Sarà così anche in questa occasione, dove ritroveremo l’aria fredda soffocata da costanti richiami di aria mite ed umida a precedere il tentativo di ingresso di una saccatura atlantica, che verrà peraltro bloccata nel suo incedere verso levante dalla rimonta di un cuneo anticiclonico di matrice subtropicale. Lo si evince chiaramente osservando questa mappa, prevista per martedì 13 gennaio:

E’ una sconfitta anche per Alpi ed Appennini. Tutta la neve caduta sul centro Italia finirà per fondere (almeno alle basse quote) stante il repentino rialzo dei valori atteso attorno al 13-14 gennaio e la neve, almeno quella sulle Alpi non arriverà prima di metà mese, peraltro non molta, e arroccata sopra i 1200m circa (se andrà tutto bene), come si vede da quest’altra mappa prevista proprio per il 16 gennaio:

Dalle mappe si vede però la resistenza dell’anticiclone russo-scandinavo e questo è un discreto segnale di un inverno che potrebbe voler dire ancora la sua. Infatti una nuova frenata delle correnti zonale e un irrobustimento del freddo russo e dunque dell’anticiclone, potrebbe nuovamente favorire situazioni invernali nel corso della terza decade di gennaio, come mostra questa mappa del modello GFS:

Si nota un nuovo afflusso di correnti fredde o per meglio dire gelide dall’est europeo dirette verso il centro Europa e il nord Italia, pronte ad interagire con vortici depressionari di origine atlantica, generando nevicate anche a quote basse su parte del nostro Paese. Stiamo parlando però di una linea di tendenza ancora piuttosto vaga, stante la distanza temporale di oltre 10 giorni, siamo infatti intorno al 20-21 gennaio. Dunque l’affidabilità non può che essere molto bassa, ma mette comunque in evidenza la debolezza del vortice polare di quest’anno, che sorprese anche più grosse potrebbe regalarci a febbraio.
Seguite tutti gli aggiornamenti su MeteoLive.it

LEGGI ANCHE