La NEVICATA in Pianura Padana non arriva? Motivazioni e prospettive
La Valpadana sta sperimentando condizioni invernali con estese e importanti gelate notturne ma su gran parte del territorio non nevica. Cosa accadrà entro metà mese?

La Valpadana è chiusa da 3 lati su 4, con i baluardi alpini che frenano la penetrazione delle masse d’aria umide e fredde. I rifornimenti umidi arrivano soprattutto dalla Liguria, ma sono accompagnati da aria mite, mentre il freddo vero in inverno arriva solo da est.
Le condizioni per assistere a nevicate sono le seguenti:
-derivano da scorrimento di aria umida sopra lo strato freddo che si è venuto a creare (la maggior parte)
-derivano da un’irruzione fredda che genera contrasti termici e rovesci di neve (la minima parte)
-derivano sempre da un’irruzione fredda che converge in un fronte stazionario occluso (la minima parte).
Ci sono dunque essere almeno due ingredienti: il freddo ma anche le correnti giuste.
Spesso capita che ci sia il freddo ma non arrivino a destinazione le perturbazioni, altre volte accade il contrario: transitano le perturbazioni ma di freddo manco l’ombra.
Negli ultimi 5 anni per una serie di sfortunate combinazioni (quindi non solo per colpa del riscaldamento globale e delle isole di calore cittadine) la neve in Valpadana ha stentato molto, Emilia-Romagna a parte.
E anche in un mese particolarmente favorevole all’arrivo di aria fredda come quello che stiamo vivendo, la Valpadana, per un motivo o per un altro (perturbazioni e depressioni che la sfiorano, che arrivano con le correnti sbagliate) NON vede e ancora per un po’ non vedrà la neve.
L’occasione tra il 13 e il 15 gennaio eppure ci sarebbe (o forse sarebbe meglio dire ci sarebbe stata) ma dopo il freddo di questi giorni, prima dell’arrivo di una perturbazione organizzata bisognerà aspettare troppo tempo e soprattutto potrebbe inserirsi un terzo incomodo: la rimonta di un cuneo anticiclonico di matrice africana tra l’11 e il 13, capace di cancellare tutto il freddo previsto:

Non tutti i modelli però prevedono un intervallo così lungo e mite tra un episodio perturbato e l’altro; ad esempio il modello GEM non prevede nulla di tutto questo, ma vede la saccatura in arrivo da ovest sfondare sull’Italia con il freddo ancora presente sul settentrione e favorevole a nevicate in pianura:

Si tratta però di un “punto di vista” isolato, la gran parte dei modelli vede molto macchinoso l’ingresso della saccatura sull’ovest del Continente, arrivando peraltro smorzata sul nostro settentrione, con il freddo ormai del tutto scomparso e con la beffa di assistere solo a qualche pioggia.

Lo si vede chiaramente da questa mappa: l’anticiclone richiamerebbe aria molto mite su tutto il Paese prima dell’ingresso della saccatura (peraltro arrancante) e pertanto al massimo sul catino padano arriverebbe un po’ di pioggia.
E’ possibile che anche questa occasione di potenziale nevicata (e sarebbe stata una signora nevicata come raccontavamo ieri qui: NEVE in arrivo tra venerdì 9 e sabato 10: le regioni coinvolte – MeteoLive.it) finisca con un nulla di fatto. Ci sono però ancora dei margini “di trattativa”, la distanza temporale impone prudenza nelle valutazioni e questa media degli scenari proposta dal modello GFS strizzerebbe l’occhio ancora l’occhio ad una spolveratina tra il 13 e il 14:

IN SINTESI
– le possibilità di una nevicata estesa sulla Valpadana tra il 13 e il 15 gennaio sono ridotte al minimo (20%) ma non sono ancora del tutto tramontate. A rendere problematica la situazione l’ingresso di correnti sbagliate prima, di un anticiclone dopo e per finire di una saccatura atlantica molto modesta. Il progetto comunque resta ancora in piedi, malconcio, ma resiste. Seguite gli aggiornamenti su MeteoLive.it

