Svolta gelida da giovedi: neve a 200 metri e mareggiate violente
Una profonda circolazione ciclonica sta per investire la Penisola, portando un assaggio crudo di inverno. Attesi venti di burrasca, piogge battenti e la prima neve a quote insolitamente basse per il mese di novembre.

Maltempo invernale dal 20 al 22 novembre: il vero freddo irrompe sull’Italia con piogge intense, venti di burrasca e nevicate precoci fino in pianura al Nord. Un articolo appassionante e coinvolgente, scientificamente accurato e basato sulle ultimissime elaborazioni dei modelli.
Un copione atmosferico ricco di colpi di scena
Se pensavate che l’autunno avesse intenzione di accompagnarci dolcemente verso dicembre, preparatevi a ricredervi. L’atmosfera ha deciso di cambiare registro, strappando il copione della mitezza per scrivere un thriller meteorologico in piena regola. Dopo un primo timido assaggio di aria fredda, che in queste ore sta già solleticando il Nord Italia (specie in montagna), la vera svolta è dietro l’angolo. Non stiamo parlando di un semplice passaggio nuvoloso, ma di una manovra a tenaglia organizzata dal Generale Inverno in persona.
Secondo le previsioni elaborate da MeteoLive.it, che si avvale del centro di calcolo di Meteo Italia S.r.l., ci attende una seconda parte di settimana decisamente turbolenta. Immaginate una profonda ferita nel tessuto atmosferico: una circolazione ciclonica che, tra giovedì e venerdì, si tufferà nel Mediterraneo con l’intento di scompigliare i piani da Nord a Sud.
La quiete ingannevole di mercoledì
La giornata di mercoledì 19 novembre reciterà la parte dell’intervallo teatrale. Sarà quella classica calma che precede la tempesta, un momento in cui il cielo sembra voler tirare il fiato. Al Nord e su buona parte del Centro, il sole proverà a farsi spazio tra le nubi, illudendoci di una tregua duratura. Non sono previste piogge degne di nota.
Tuttavia, il Sud Italia non parteciperà a questa pausa: qui l’instabilità continuerà a fare i capricci, specialmente sui versanti tirrenici e ionici, dove gli ombrelli resteranno a portata di mano principalmente sulla Calabria. Ma attenzione a non abbassare la guardia altrove: già dal pomeriggio, l’aria inizierà a farsi elettrica. La Liguria e la Toscana sentiranno per prime il fiato del nuovo peggioramento, seguite a ruota dal resto del Settentrione e dalla Sardegna in nottata. È il segnale inequivocabile: il vortice si sta avvicinando.
Giovedì il vortice prende il comando
Con l’arrivo di giovedì 20 novembre, la trama si infittisce. Un minimo di bassa pressione scivolerà sui nostri mari, approfondendosi fino a toccare valori barici davvero bassi (intorno ai 995 hPa). In termini narrativi, è come se il “cattivo” della storia prendesse il sopravvento.
Le regioni che si troveranno nell’occhio del ciclone saranno principalmente la Sardegna meridionale, il Lazio, l’Umbria e le Marche, dove i rovesci potrebbero trasformarsi in veri e propri nubifragi. Verso sera, anche la Campania verrà coinvolta in questa danza della pioggia. E al Nord? Qui la magia bianca inizierà a manifestarsi: sulle Alpi e le Prealpi centro-orientali, i fiocchi torneranno a danzare, spingendosi coraggiosamente fin sotto i 1000 metri. È un primo avvertimento: l’aria fredda sta scavando verso il basso.
Venerdì l’inverno spalanca la porta
Se giovedì sarà l’antipasto, venerdì 21 novembre rappresenterà la portata principale, e sarà un piatto decisamente gelido. L’aria artico-marittima farà irruzione con un’arroganza spettacolare, trasformando lo scenario meteorologico in un quadro puramente invernale.
Il contrasto termico sarà violento. Mentre il Centro-Sud verrà spazzato da temporali intensi e venti furiosi, al Nord accadrà l’impensabile per il periodo. Grazie all’intensità delle precipitazioni che trascineranno il freddo verso il suolo, la neve potrebbe fare la sua comparsa a quote bassissime. Stiamo parlando di fiocchi potenzialmente fino ai 200-300 metri su Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Non è escluso che, nella notte verso sabato, qualche fiocco possa mischiarsi alla pioggia o persino imbiancare l’alta pianura tra l’Emilia e il basso Piemonte.
Sull’Appennino centrale la neve rimarrà confinata inizialmente a quote più alte (1300-1500 metri), ma quello che colpirà tutti sarà il crollo verticale delle temperature: finiremo bruscamente di 5 o 6 gradi sotto la media stagionale.
La furia del vento e il concetto di ciclogenesi
Oltre all’acqua e al gelo, il vero protagonista indesiderato sarà il vento. Le isobare strette intorno al minimo di pressione funzioneranno come un’autostrada per le correnti d’aria: raffiche tempestose, superiori ai 100 km/h, flagelleranno il Centro-Sud e renderanno i nostri mari agitati o molto agitati, con serio pericolo di mareggiate sulle coste esposte.
Per capire meglio cosa accadrà, vi regalo una piccola pillola di meteorologia: quello a cui assisteremo è un classico esempio di ciclogenesi esplosiva in ambiente mediterraneo. Quando aria molto fredda e pesante di origine artica si scontra con la superficie del mare ancora relativamente tiepida, si genera un vortice che ruota in senso antiorario e si “avvita” su se stesso, aspirando aria dal basso verso l’alto. Più la pressione scende rapidamente al centro del vortice, più i venti devono correre veloci per colmare il vuoto, creando quelle condizioni di burrasca che ci aspettano nel fine settimana.
Riepilogo dell’articolo
L’Italia si appresta a vivere una fase di maltempo acuto di stampo invernale tra il 20 e il 22 novembre. Dopo una breve tregua mercoledì 19, un vortice ciclonico profondo, alimentato da aria artico-marittima, colpirà il Paese. Giovedì piogge intense interesseranno il Centro, la Sardegna e parte del Nord. Venerdì 21 sarà la giornata clou: attesi venti tempestosi oltre i 100 km/h, nubifragi al Centro-Sud e un crollo termico che porterà la neve a quote di bassa collina o alta pianura (200-300m) su Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.
