La malattia del tempo si riassume tutta nel peggioramento del 23-24 febbraio
La grande fatica delle saccature nel raggiungere il Mediterraneo è riassunta tutta in questo potenziale peggioramento.
Il peggioramento del 23-24 febbraio, descritto per qualche giorno dai modelli come significativo e persistente, è diventato nulla più che un normale passaggio perturbato atlantico con tutte le difficoltà che comporta raggiungere l’Italia senza finire in frantumi.
A ridimensionare i passaggi perturbati c’è la solita grande anomalia dell’anticiclone, la vediamo qui ben rappresentata dal modello europeo:

Questa storpiatura potrebbe rendere un peggioramento che fino a 72 ore fa si poteva anche dipingere come una vera “tempesta” di fine inverno, un modesto passaggio piovoso.
Ci sono ancora però modelli che nutrono speranza di un guasto più ficcante, sostenuto da aria polare marittima in grado di scavare una depressione più significativa ed impattante sullo stato del tempo, come vediamo qui sotto:


Ci sono ulteriori mappe ancora più ottimiste sul fronte del maltempo, che ridimensionano il ruolo del solito “panzuto” anticiclone e puntano decisi su guasti più risoluti, caratterizzati anche da nevicate sui monti dal 23 in poi:

A chi credere allora? Tutti i modelli vedono una “crisi” barica attorno a quel periodo a ridosso del Mediterraneo centrale, e questo depone comunque per un’evoluzione mediamente perturbata. Quanto sarà perturbata è ancora difficile da dire, perché la malattia del tempo che affligge l’Europa è ancora lì ben visibile e non sappiamo se peggiorerà o si attenuerà.