Trovata la via d’uscita dall’anticiclone: come potrebbero tornare FREDDO e NEVE?
I modelli puntano su un'evoluzione che possa mettere almeno parzialmente in crisi l'anticiclone, ma al momento non è così facile che vada in porto.

Non molla di un centimetro. C’è una soluzione al suo dominio incontrastato? Freddo e neve torneranno mai sulla Penisola? Beh al momento l’unico freddo deriverà da qualche spiffero da nord-est all’estremo sud e dalle situazioni nebbiose previste in Valpadana.
Per il resto dovremo fare i conti con la sua egemonia ammazza-inverno almeno sino a mercoledì 7 febbraio, quando si prevede una parziale modifica dell’assetto barico, o meglio la prevedono 8 scenari su 30 del modello americano, non tantissimi certo, ma sufficienti per far rizzare un po’ le antenne agli addetti ai lavori.
Quale sarebbe la configurazione che vedono questi 8 scenari? Quella da nord-ovest, si, affondi depressionari da nord-ovest che, almeno inizialmente potrebbero solo lambire la Penisola, scaricando freddo, vento e neve a quote basse lungo l’area balcanico-danubiano, ma che successivamente potrebbero sfondare anche più ad ovest.
Vediamo alcuni di questi 8 scenari che indicano appunto questa variazione barica sull’Europa:



Quelli sopra sono tre degli 8 scenari favorevoli a questa evoluzione da nord-ovest, ma ci sono anche opzioni più estreme, che ci coinvolgono direttamente, diciamolo chiaro sono solo su paio su 30, questa è una con maltempo evidente che finalmente ci colpirebbe in pieno (ma diffidate).

C’è poi anche la versione estrema opposta, cioè quella che prevede la persistenza ASSOLUTA dell’anticiclone anche dopo il 7 febbraio, per fortuna anche questa opzione di stabilità senza se e senza ma appare abbastanza isolata:

E la media degli scenari allora cosa dice? Abbozza questa soluzione da nord-ovest, pur non credendoci molto:

CONCLUSIONE: dal 7 febbraio la configurazione barica sull’Europa potrebbe subire una modifica, aria fredda da nord-ovest potrebbe avvicinarsi al nostro Paese, indebolendo l’anticiclone, favorendo un certo calo termico e un aumento della ventilazione, mentre le precipitazioni potrebbero coinvolgere le zone alpine di confine, il medio Adriatico e il meridione, ma per il momento è solo un’ipotesi.
