Il vortice polare si separa in stratosfera: le conseguenze per l’Europa e l’Italia

I modelli confermano a breve la divisione del vortice polare stratosferico in due lobi, come si evince dalla mappa qui sotto tratta dal modello GFS su base grafica Meteociel e riferita al comportamento della stratosfera a 31 km di altezza. Si vede benissimo l’intrusione di due masse relativamente calde (si fa per dire) che destabilizzano il vortice polare sino a dividerlo.

Dunque la stratosfera potrebbe andare incontro a un’inversione dei venti zonali a 10 hPa, perciò si parla tecnicamente di un Major Sudden Stratospheric Warming.
Se i venti non tornassero alla configurazione tipica entro una decina di giorni, l’episodio verrebbe definito “riscaldamento finale”, in pratica è quello che accade ad ogni fine stagione senza che accada nulla di speciale.
Se invece l’inversione dei venti risultasse molto breve, potrebbero, ma non è detto, esserci conseguenze anche in troposfera, cosa che al momento ovviamente l’indice AO (Arctic Oscillation) non vede, mantenendosi alto per tutta la prima decade di marzo, come si evince da questo grafico:

Pertanto, sino a prova contraria, l’ipotesi più probabile è che si consumi il classico “riscaldamento finale o final warming” senza che vi siano ripercussioni o scossoni su Europa ed Italia e che il tempo continui ad essere governato da ciò che accade in troposfera senza intrusioni “dall’alto dei cieli…”

