Dopo il FOEHN la NEVE: ecco quando…
Il Foehn accompagna talora il passaggio dei primi fronti invernali da NW con ampie schiarite e vento tiepido dai quadranti settentrionali. Questi episodi favonici si sono ripetuti con sempre maggiore frequenza e persistenza negli anni 90, raggiungendo punte di velocità anche ragguardevoli.
La disposizione rapida delle correnti da SW dopo un fase favonica invece, prelude ad un peggioramento anche nevoso fino in pianura se l’aria precedentemente affluita aveva origine polare o artica e comunque molto secca a tutte le quote.

La secchezza iniziale dell’aria favorisce poi un gradiente termico davvero interessante: cioé la temperatura ogni 100 metri perde un grado e l’aumento della temperatura determinato dall’afflusso umido da SW non si verifica, anzi fino alla saturazione di tutti gli strati d’aria si ha ancora raffreddamento per evaporazione, talvolta anche notevole. E’ questo è il secondo caso di “intervento esterno” nel bacino padano occidentale, (oltre a quello già citato dell’irruzione fredda orientale), in grado di portare neve fino in città, sia pure per poche ore.
E’ sicuramente un evento possibile, affidato dunque e lo ripetiamo alla capacità dell’aria fredda molto secca di assorbire, raffreddare e far in parte evaporare fino alla saturazione, l’aria relativamente mite e umida che viene sovrapponendosi. La precipitazione inizia quindi sotto forma di pioggia mista a neve al piano, poi cambia in neve, infine termina con la pioggia.