Alta pressione TERMICA e alta pressione DINAMICA: quali sono le differenze?

Per alta pressione, o anticiclone, viene intesa una zona prossima al suolo con pressione atmosferica superiore al valore normale, che è di 1013 millibar (o ectopascal). A determinare questo aumento di pressione possono concorrere due cause: la prima è un avvitamento dagli strati superiori dell’atmosfera fino al suolo, una sorta di corrente discendente che inibisce tutti i moti verticali dal basso; la seconda è la presenza di una massa di aria fredda in prossimità del suolo che, avendo un peso maggiore dell’aria calda, fa aumentare la pressione. Nel primo caso si parla di alta pressione dinamica e nel secondo caso di alta pressione termica o statica. I classici esempi di alta pressione dinamica sono l’anticiclone delle Azzorre e l’alta pressione sub-tropicale. In questi settori del globo, non essendoci aria fredda in prossimità del suolo, le alte pressioni vengono originate da movimenti attivi dell’atmosfera: tutta la massa d’aria, compresa quella in quota, si comprime verso il suolo riscaldandosi esattamente come si scalda la pompa di una bicicletta quando si gonfia una ruota. Da ciò scaturisce l’aumento della temperatura e la completa dissoluzione dei sistemi nuvolosi. Le alte pressioni termiche sono gli anticicloni invernali che si originano in prossimità delle steppe russe e che saltuariamente interessano l’Europa centro-orientale. Sono alte pressioni molto diverse, in quanto si creano solo ed esclusivamente per la presenza di una massa d’aria molto fredda che grava in prossimità del suolo. La quota non è interessata da nessun movimento attivo e di conseguenza le nubi, seppur di limitato spessore, non vengono scoraggiate. Per questo motivo, in presenza di un’ alta pressione termica, il tempo non è mai completamente sereno e le temperature sono molto basse. Si possono, inoltre, avere delle deboli nevicate. Il classico esempio di alta pressione termica è l’anticiclone russo-siberiano.
