00:00 13 Ottobre 2000

Tra neve e temporali

Un suggestivo racconto...

Tra neve e temporali

Il viaggio di oggi ci porta nel 1997.
Ecco la riprova che non bisogna mai sfidare le avverse condizioni atmosferiche.

Ci immergeremo nella notte di San Silvestro del 1997 a Livigno 1816 m, alta Valtellina, in provincia di Sondrio.
Uno dei nostri operatori sta trascorrendo qui un breve periodo di vacanza.
Mentre su tutto il nord Italia piove a dirotto, la neve cade incessante oltre i 1000-1200 m.

Livigno, zona franca, ha un solo sbocco diretto verso L’Italia, costituito dal Passo del Foscagno, e ne ha ben due che la collegano verso la Svizzera: il passo del Gallo, un tunnel di 8 km che la collega con Zernez, e il passo della Forcola, crocevia per raggiungere il Bernina e il Diavolezza.
Questa strada riveste un fascino tutto particolare, essendo completamente chiusa durante tutta la stagione invernale; infatti viene liberata dalla neve solo fino all’ultimo abitato, l’albergo Forcola appunto.

Le emozioni più grandi dunque si provano a percorrerla per raggiungere il passo a piedi nel cuore della notte, così da festeggiare in un modo originale il nuovo anno.
Soffia però un vento terribile, é in corso una autentica bufera di neve ma il nostro operatore si avventura comunque con alcuni amici.
Nonostante le torce é difficile scorgere la strada semi-sepolta: perdersi é invece facilissimo.
La visibilità é ridotta a pochi metri.

La strada sale sempre più e camminare nella neve ormai altissima é davvero un’impresa.
In queste condizioni subentra dapprima una notevole euforia, poi emerge la preoccupazione e si cominciano a sentire strani rumori nella neve.

I più impressionabili pensano alla slavina o addirittura ai lupi e vedono pericoli ad ogni passo.
Quando improvvisamente il cielo si apre e la luna rischiara le montagne, non resta che rientrare: in tre ore non avevano percorso che meno di 2 km, rischiando addirittura di seguire una direzione sbagliata.

Al suolo in 4 ore 27 cm di neve fresca.
Un’alba stupenda illumina il paesaggio semi-sepolto, torna l’allegria nel gruppo che ci invia questi fotogrammi più tranquiili di una Livigno incantata.
Autore : Alessio Grosso