Tutti a parlare di FREDDO a metà febbraio: invece, ecco chi spunta
Quando tutti lo davano per defunta, è resuscitata una figura per anni dominante nel nostro clima mediterraneo. Vedremo se sarà solo un abbaglio modellistico o se diverrà realtà entro metà mese.

Stratwarming senza effetti in troposfera? Lo sguardo si sposta alle basse latitudini
Nelle ultime settimane l’attenzione degli appassionati si è concentrata quasi esclusivamente sullo stratwarming in atto, nella speranza che il riscaldamento della stratosfera potesse innescare un cambio di passo anche in troposfera.
Gli aggiornamenti di questa mattina, però, confermano un quadro completamente diverso, quasi scioccante: la propagazione verso il basso con buona probabilità NON ci sarà affatto, o risulterà blanda. In pratica gran parte dell’energia d’onda non verrà assorbita dal vortice, bensì riflessa, in questo modo il disturbo presente in stratosfera rimarrà bloccato lassù. Insomma lo stratwarming c’è, ma non sembra destinato a modificare in modo sostanziale la circolazione atmosferica di casa nostra nei prossimi 15-20 giorni.
Il vero motore del tempo: le basse latitudini
Se lo sguardo verso il Polo non offre spunti immediati, è invece alle basse latitudini che si gioca la partita. Dopo una lunga fase perturbata, dinamica ma complessivamente mite, i modelli iniziano a intravedere dal 12 febbraio un possibile cambio di assetto: l’anticiclone subtropicale potrebbe tornare a farsi sentire, come vediamo in questa mappa prevista dal modello canadese GEM appunto per il 12 febbraio, su base grafica Meteociel:

Si tratterebbe di un’espansione ancora non spettacolare ma capace di determinare:
- temperature sopra la media,
- giornate più stabili e luminose,
- un primo assaggio di primavera anticipata.
Il tutto, naturalmente, compatibilmente con le nebbie di fine stagione, che nelle pianure del Nord, ma anche lungo le coste, potrebbero ancora rappresentare un freno alla sensazione di tepore.
Ma la partita non è chiusa: scenari ancora molto aperti
Nonostante alcuni run più “spavaldi”, la media degli scenari mantiene una linea prudente: persistenza delle correnti occidentali, flusso atlantico disteso e correnti in uscita dal Canada ancora in piena forma, come vedete in questa mappa prevista dal modello GFS per il 13-14 febbraio, su base grafica Meteociel:

Una configurazione che, se confermata, impedirebbe all’anticiclone di consolidarsi davvero, lasciando spazio a una variabilità continua, fatta di passaggi perturbati intervallati da brevi pause soleggiate, il tutto in un contesto mite. È come se il sistema non volesse più rinunciare all’equilibrio raggiunto, successe nell’inverno 2001-2002, quando da gennaio a marzo, sperimentammo lo stesso tipo di tempo oceanico.
In sintesi: due strade possibili
La distanza temporale e la dispersione degli scenari non consentono certezze, ma delineano due traiettorie principali:
Opzioni finali riassuntive
Scenario 1: dopo tanta pioggia dal 12 rimonta subtropicale (probabile al 40%)
- Anticiclone in espansione da metà mese.
- Temperature sopra la media, clima primaverile anticipato.
- Stabilità prevalente, salvo nebbie in Val Padana o lungo le zone costiere in generale.
- Passaggi perturbati più rari.
Scenario 2 – Correnti occidentali persistenti e ancora variabilità (probabile al 60%)
- Flusso atlantico dominante.
- Variabilità continua, con alternanza di piogge e schiarite.
- Temperature miti ma senza vera stabilità.
- Anticiclone subtropicale frenato o solo temporaneo.

