TEMPORALI e GRANDINE grossa: dal 1° luglio rischiano molte regioni
Attacco all'anticiclone da parte dell'instabilità temporalesca durante la prima decade di luglio su parte del Paese. Situazione anche potenzialmente pericolosa per fulmini, grandine e tempeste di vento. Scopri tutto.
Confermata la flessione dell’anticiclone durante la prima decade di luglio. Sarà parziale ma sufficiente ad attivare molti temporali anche pericolosi e grandinigeni al nord. La grandine potrebbe risultare di grosse dimensioni. Ma dove e quando?
Già dal primo luglio si notano infiltrazioni di aria meno calda al settentrione, foriera di una certa instabilizzazione del tempo nelle ore pomeridiane e serali con qualche temporale sparso, dapprima sui rilievi, in estensione alle zone pianeggianti limitrofe, dunque dell’alta pianura.
Con il passare dei giorni l’instabilità, pur ad intermittenza, diverrà più importante ed estesa anche alle zone di aperta pianura, specie nelle ore serali.
Il vero cambio di passo si dovrebbe però vivere nel week-end 5-6 luglio, quando una saccatura atlantica potrebbe sfondare sul settentrione e marginalmente anche al centro, portando temporali più diffusi, un certo calo delle temperature, violente raffiche di vento e ancora un forte rischio di grandine, anche di grosse dimensioni.
Cominciamo con la mappa precipitativa del primo luglio che evidenzia “sotto traccia” un certo calo dei geopotenziali al nord, in grado di attivare focolai temporaleschi. più attivi sui monti ma possibili anche in pianura:

Giovedì 3 luglio nuova recrudescenza temporalesca evidenziata dai modelli sempre a causa di questa “smagliatura” nel corpo dell’alta pressione, in grado di attivare questi nuclei instabili:

Fascia alpina e prealpina sempre molto colpita, ma anche alte pianure coinvolte nelle ore serali dall’estensione delle incudini temporalesche verso sud. Non un grande refrigerio per le pianure ma è pur sempre meglio della calma assoluta, che invece si riscontrerà ancora al centro e al sud.
Un cambiamento più marcato i modelli come dicevamo lo fiutano per sabato 5 e domenica 6 (evoluzione peraltro ancora da confermare). Qui il modello GFS prova ad ipotizzare la distribuzione dei fenomeni per la serata di sabato 5, notate quante precipitazioni sono attive tra Liguria, Piemonte orientale, Emilia occidentale e Lombardia, Milano compresa. Da notare i focolai presenti anche lungo la dorsale appenninica del centro:

A livello termico qui a 1500m, sempre per sabato 5 luglio, risulta evidente il calo delle temperature al nord e in prospettiva su Sardegna ed alto Tirreno con contrasto evidente tra masse d’aria d’origine diversa:

Bisognerà capire se questa evoluzione andrà davvero in porto, consegnandoci un luglio meno rovente, seguite pertanto gli aggiornamenti su meteolive.it