Sull’est europeo per l’Epifania resterà un grosso malloppo GELIDO ma…
Sino a quando le correnti atlantiche seguiteranno a trasportare aria mite da ovest l'inverno non decollerà sull'Italia.

Il grande freddo sull’est Europa, destinato a radicarsi per diversi giorni, è già un importante segnale d’inverno ma il puzzle invernale non potrà completarsi sino a quando le correnti da ovest seguiteranno a spingere aria mite sul Continente, così come abbiamo ricordato anche qui:
https://www.meteolive.it/news/In-primo-piano/2/scrutiamo-gli-indici-a-gennaio-il-tempo-potr-cambiare-in-maniera-decisa-/52249/
Non è tanto un problema di iperattività del vortice polare, quanto della persistenza di un’anomalia barica in Atlantico e nel Mediterraneo ad impedirci di vivere l’inverno. In altre parole al posto della depressione islandese ci vorrebbe un bel muro anticiclonico e a sud una depressione sull’Iberia pronta a catturare almeno una parte di tutto quel gelo presente sull’est europeo.
Tutto questo al momento NON si vede e pertanto dovremo accontentarci di raccogliere le briciole dei passaggi perturbati, dopo il tentativo più efficace che si concretizzerà tra il 2 ed il 3, ma che coinvolgerà l’estremo nord-ovest e poi il centro-sud, saltando il Triveneto.
Insomma dal 4 in poi il flusso occidentale da ovest correrà ancora un po’ troppo alto di latitudine per portare piogge e nevicate serie e almeno sino all’8-10 gennaio non si vedono movimenti invernali in grado di sovvertire questo schema barico.
Un cambiamento arriverà se dai piani alti dell’atmosfera intervenissero segnali di riscaldamento in sede polare, in grado di trasferirsi anche nei bassi strati e di rivoluzionare tutta la disposizione delle pedine sul campo: tutto questo difficilmente avverrà prima di metà gennaio.
Autore : Alessio Grosso
