Solo la NEBBIA può salvare la Valpadana dalla primavera anticipata: lo farà?
Il ritorno dell'anticiclone non porterà al ritorno automatico delle nebbie sulle pianure. Questo potrebbe accadere solo sul finire della settimana.
Arriverà la nebbia? Le condizioni nel corso della settimana ci sarebbero ma la posizione dell’anticiclone, il continuo passaggio di banchi nuvolosi e l’inserimento di un lieve ma determinante effetto foehn, con aria calda e mite in inserimento a tratti, potrebbero vanificare la sua comparsa. Ecco come sarà disposta l’alta pressione a metà settimana:

Qualcuno potrà dirci: ma io sapevo che la nebbia arriva anche con il vento! Lo aveva scritto anche MeteoLive…
E’ vero, ma SOLO un vento leggero che soffia freddo dalle campagne, dove la nebbia si è già insediata, verso i centri abitati con intensità non superiore ai 5 nodi.
Il foehn invece la nebbia se la mangia 🙂
Per la persistenza della nebbia è necessaria la calma anticiclonica, l’elevata umidità negli strati prossimi al suolo, la serenità del cielo favoriscono la formazione della nebbia e la distribuzione della pressione tra i versanti alpini non troppo sbilanciata verso nord (1030hpa al nord delle Alpi e 1020hPa al sud delle Alpi spesso ne inibiscono la formazione).

Favorevole invece lo scarto pressorio presente tra l’aria fredda che ristagna quasi immobile su un prato genera con l’adiacente zona abitata più calda e con pressione leggermente inferiore. Sarà proprio questo scarto a generare la ventilazione di compensazione utile a diffondere la nebbia.
L’aria calda però può contenere maggiore umidità relativa e pertanto la saturazione deve essere aiutata da una diminuzione della temperatura.
Se la notte rimane stellata e il cielo non si copre di nubi stratiformi, in grado cioè di ridurre notevolmente il raffreddamento restituendo al terreno il calore che cercava di fuggire verso l’alto, la “fabbrica” della nebbia continuerà il suo paziente lavoro e al risveglio saremo immersi in un unico strato nebbioso organizzato ad altezza variabile.
Venti superiori ai 5-6 nodi disperdono rapidamente la nebbia poichè generano scambi verticali che rimescolano le masse d’aria.
Se è vero che i cirri notturni riducono la nebbia, la loro presenza durante il giorno attenua la luce solare e permette allo strato nebbioso maggiore di conservarsi più facilmente.
Non sempre la nebbia interessa gli strati prossimi al suolo, talvolta risulta alta, cioè coinvolge quote comprese tra 300 e 500-600m, altre volte è prossima al suolo e non supera i 200m di altezza.
Se la nebbia di notte resta prossima al suolo e il cielo appena sopra è sereno il raffreddamento notturno può risultare molto più importante con formazione di brina e galaverna, poi la nebbia si alzerà un po’ a rendere nuvoloso il cielo durante il giorno, favorendo una classica giornata di ghiaccio.
Nei prossimi giorni la nebbia potrebbe farsi notare solo da venerdì 26 a domenica 28 gennaio in Valpadana e dunque valori diurni intorno ai 10-12°C saranno molto probabili da martedì 23 a giovedì 25 gennaio.
La nebbia attesa da venerdì 26 risulterà CALDA, cioè caratterizzata da temperature superiori allo zero.