Raffica di perturbazioni, non ci sarà respiro. Anche NEVE in vista
Maltempo scatenato nel finale di Gennaio ed anche all'esordio di Febbraio. Tutte perturbazioni atlantiche, ma spunta anche la neve.

L’ennesima perturbazione è entrata in azione da alcune ore su gran parte del Centro-Nord e a breve entrerà in gioco anche buona parte del Sud. Si tratta di un’ondata di maltempo di stampo atlantico, fortunatamente lontana parente del ciclone africano che ha devastato le coste dell’estremo Sud a inizio settimana.
In ogni caso pioverà ancora su tante città, e non solo durante questo weekend. Il maltempo sarà molto presente anche nel corso della settimana entrante, poiché transiteranno altre perturbazioni atlantiche con estrema facilità, grazie all’assenza dell’alta pressione, la quale mancherà ancora per un bel po’. A dirla tutta, sembra che l’anticiclone potrebbe ricomparire con più tenacia solo tra 3 e 5 febbraio, ma manca ancora molto per decretare il suo arrivo ufficiale.
Prima del suo ipotetico ritorno, le perturbazioni arriveranno a raffica, una dopo l’altra, come si evince anche dalla mappa del modello GFS su base grafica tropicaltidbits.

L’attuale ciclone che sta interessando il Centro-Nord tenderà a muoversi più a sud entro lunedì e le prime ore di martedì, regalando un po’ di piogge anche sul Meridione. Poi una piccolissima pausa, in attesa di un’altra potenziale ondata di maltempo tra martedì 27 e giovedì 29: arriveranno altre piogge prima al Nord e sul lato tirrenico, poi sul resto d’Italia. In questa circostanza potrebbero arrivare nevicate a bassissima quota tra Valle d’Aosta e Piemonte, più in alto altrove.

Anche nel cuore dei giorni della Merla il tempo potrebbe peggiorare di nuovo. In particolare tra 30 e 31 gennaio, l’ennesima perturbazione da ovest apporterà piogge al Nord e sul lato tirrenico, ed altre potenziali nevicate a bassa quota sul Nord-Ovest. Nel computo totale degli accumuli pluviometrici previsti da qui al 30 gennaio si nota chiaramente la presenza di piogge abbondanti sui versanti occidentali e al Nord, con picchi superiori ai 100 mm.

