PRIMAVERA o FREDDO artico: dal 20 scenari contrastanti
Modello GFS in confusione: tra anticiclone, colpi di coda invernali e… l’AI che insiste sul gelo

Il modello americano GFS torna a proporre una delle sue classiche fasi di “contraddizione modellistica”, mostrando scenari tra loro difficilmente conciliabili. Da una parte l’emissione ufficiale, insieme alla maggior parte delle sue corse parallele, suggerisce una progressiva rimonta anticiclonica, in alcuni casi anche piuttosto decisa, che segnerebbe la fine dell’inverno sul Mediterraneo, la vediamo in questa mappa su base grafica Meteociel.

Una tendenza che trova conferma anche nella media degli scenari, solitamente il parametro più affidabile quando si cerca di filtrare il rumore modellistico, lo vediamo qui sotto:

Dall’altra parte, però, la versione sviluppata con l’intelligenza artificiale continua a insistere su un’ipotesi diametralmente opposta: l’arrivo di una massa d’aria gelida estrema diretta verso l’Italia. Uno scenario che, allo stato attuale, appare decisamente poco credibile, ma che l’AI del modello sta cavalcando da più emissioni consecutive, come se fosse intrappolata in un bias termico non supportato dal resto della modellistica. Ecco la mappa a 1500m prevista per il 21 febbraio sviluppata appunto dal modello GFS su base Meteociel:

Perché il modello AI insiste sul gelo?
Le emissioni AI del GFS sono note per amplificare segnali deboli, soprattutto quando intercettano anomalie termiche marcate nelle alte latitudini. In questo caso, la presenza di un nocciolo gelido sull’Europa orientale potrebbe aver innescato una serie di “proiezioni estreme” che non trovano però riscontro né nella dinamica emisferica né nella statistica stagionale.
In altre parole: l’AI vede un potenziale, ma lo sovrastima.
Cosa dicono invece gli scenari più affidabili
La media degli ensemble, che rappresenta la bussola più stabile in situazioni di incertezza, non appoggia né il gelo estremo né un anticiclone particolarmente robusto. Il segnale prevalente è quello di una blanda variabilità, con l’anticiclone posizionato in modo defilato verso la Spagna ma comunque abbastanza vicino da influenzare almeno in parte il tempo sull’Italia.
Questo si traduce in:
- temperature in linea o leggermente sopra la media,
- qualche disturbo atlantico in transito,
- precipitazioni irregolari e non organizzate,
- assenza di irruzioni fredde significative.
Chi avrà ragione?
Difficile che lo scenario gelido possa concretizzarsi: manca il supporto dinamico, manca la coerenza modellistica e manca la logica stagionale.
Allo stesso tempo, anche l’idea di un anticiclone forte e duraturo appare prematura: la struttura barica non è ancora solida e l’Europa rimane sede di ondulazioni che possono disturbare la stabilità.
Sintesi finale fase 20-28 febbraio
Al momento, la soluzione più probabile è quella intermedia: una fase di variabilità moderata (55%), con anticiclone non dominante ma comunque presente, e nessun segnale di ondate di gelo per l’Italia fino alla fine di febbraio. L’inverno sembra avviarsi verso una chiusura graduale, senza colpi di scena estremi ma anche senza un’immediata e piena affermazione primaverile.
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