Il meteo dei primi di giugno: dal CALDO ai TEMPORALI? Cosa c’è di vero
Alta pressione in lento e costante declino nei primi giorni di giugno. Gli effetti sul nostro Paese.

Si attende il picco di questo immenso e forte anticiclone che sta abbracciando quasi tutta Europa da diversi giorni. La fase apicale si presenterà nelle prossime 48-72 ore, quando sulle pianure del nord la colonnina di mercurio supererà agevolmente ed in maniera diffusa i 35°, toccando in alcuni casi i 37°.
A partire da giovedi 28 maggio la figura stabilizzante verrà minata da infiltrazioni più fresche provenienti dall’Atlantico. Oltre ad un lento e graduale calo delle temperature, sul nostro Paese si accenderanno alcuni temporali che in una prima fase si limiteranno a frequentare le aree montuose specie nel pomeriggio ed in serata, con sconfinamenti solo occasionali verso le aree di pianura adiacenti.
L’indebolimento lento dell’alta pressione proseguirà anche nei primi giorni di giugno. La prima mappa mostra il quadro sinottico atteso in Europa nelle ore centrali di martedì 2 giugno secondo la media degli scenari del modello GFS elaborato su base grafica Meteociel:

Non pensate ad una dipartita completa dell’alta pressione, ma come anticipato ad un suo lento e graduale indebolimento. Ciò comunque basterà a far perdere stabilità meteorologica alla nostra Penisola che vedrà fiorire alcuni temporali specie su Alpi e dorsale appenninica, con occasionali sconfinamenti verso pianure e coste.
Sarà questo il primo passo verso un calo della pressione più significativo che potrebbe avvenire attorno al 5 giugno. A tal proposito vi mostriamo la mappa sinottica attesa in Europa nelle ore centrali di venerdi 5 giugno secondo la media degli scenari del modello GFS elaborato su base grafica Meteociel:

Notiamo un ulteriore ritiro dell’alta pressione oltre ad una maggiore invadenza delle correnti fresche ed instabili di matrice oceanica. Questa congiuntura barica, oltre a determinare temperature più gentili, potrebbe comportare manifestazioni temporalesche maggiormente diffuse e talora più intense specie al nord e al centro, non solamente localizzate in prossimità dei rilievi.
Nei prossimi giorni vedremo se confermare o smentire questa possibilità, con nuovi articoli ed analisi che ovviamente vi inviteremo a leggere.
