Rischio NUBIFRAGI il 28-29: modelli a confronto
Tra giovedì 28 e venerdì 29 l’atmosfera potrebbe tornare instabile: aria più fresca in quota e temporali localmente intensi su alcune zone, con scenari però ancora divergenti tra i principali modelli.

L’ultima settimana di maggio potrebbe chiudersi con un break temporalesco localizzato, legato a un lieve cedimento dell’anticiclone in quota e all’inserimento di aria più fresca dai quadranti nord‑occidentali. Non tutti i modelli concordano sull’entità e sull’estensione del fenomeno, ma il segnale d’instabilità è ormai presente in diverse elaborazioni.
UKMO: ansa depressionaria e temporali sul nord‑est e centro‑sud
Il modello britannico UKMO individua una modesta ansa depressionaria in scorrimento sull’Italia, capace di generare temporali anche intensi tra giovedì 28 e venerdì 29, soprattutto su nord‑est, dorsale appenninica centrale e meridionale. Le aree più coinvolte, secondo questa visione, sarebbero Veneto, Friuli, parte dell’Emilia, dove l’infiltrazione fresca in quota favorirebbe la convezione pomeridiana e serale e poi soprattutto il Lazio interno con Reatino e Frusinate colpiti da autentici nubifragi.
Ecco la mappa tratta da Ukmo su base grafica meteologix, che mette in evidenza i fenomeni che potrebbero svilupparsi tra il pomeriggio e la serata di giovedì 28 maggio:

GFS: coinvolgimento più ampio, anche sulla Valpadana
Il modello americano GFS propone un’ipotesi più estesa: la Valpadana verrebbe coinvolta nella notte su venerdì 29, con temporali di forte intensità tra Piemonte orientale e Lombardia occidentale, in particolare nel Novarese. In questo scenario, la struttura anticiclonica cederebbe più nettamente, consentendo un passaggio instabile più organizzato e diffuso, che andrebbe a coinvolgere, oltre al settentrione, anche tutta la dorsale appenninica del centro-sud con sconfinamento dei temporali sulla costa tirrenica.
Lo vediamo molto bene in questa mappa prevista proprio per le ore notturne tra giovedì 28 e venerdì 29 su base grafica meteologix:

ECMWF: fenomeni marginali e alta pressione quasi intatta
Il modello europeo ECMWF resta più conservativo: il cedimento dell’alta pressione sarebbe molto modesto, tale da generare solo fenomeni isolati o di debole intensità, concentrati sulle zone interne e montuose. In questa visione, il dominio anticiclonico rimarrebbe quasi intatto, con temporali sporadici e limitati.
Sintesi tecnica
L’ipotesi più razionale, al momento, sembra quella di UKMO (attendibilità: 55%), che colloca i temporali solo dove l’infiltrazione fresca riesce a penetrare, cioè sul nord‑est e lungo la dorsale appenninica del centro‑sud. Il resto del Paese rimarrebbe sotto la protezione dell’anticiclone, con clima caldo e stabile. Resta comunque da monitorare l’evoluzione dei prossimi aggiornamenti: anche un piccolo spostamento dell’asse depressionario potrebbe ampliare o ridurre sensibilmente l’area dei fenomeni. La verità ce la mostreranno più facilmente i modelli ad area limitata (LAM) nel corso delle prossime 24 ore.
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