09:57 5 Gennaio 2025

ONDATA di FREDDO dal 10 gennaio: ecco cosa accadrà veramente

Grandi divergenze modellistiche stamane sull'evoluzione per la seconda decade del mese, ma l'irruzione fredda nel complesso appare confermata.

I modelli faticano ad inquadrare quanto accadrà in modo dettagliato da venerdì 10 gennaio ma oggi c’è una maggiore convergenza dei modelli di punta sull’irruzione fredda che si va preparando sul nord-est del Continente in discesa verso il Mediterraneo.
Tutto trarrà origine dal moderato passaggio perturbato di giovedì 9 gennaio a cui si riferisce questa mappa neve relativa segnatamente alle zone alpine con accumuli previsti tra 10 e 20cm oltre i 1300-1.500m:

A seguito del passaggio frontale la pressione sull’ovest del Continente andrà aumentando esponenzialmente, ma sull’est Europa una massa d’aria decisamente fredda (con picchi di -16°C a 1500m sulle Alpi) proverà a prendere d’infilata l’anticiclone e a tuffarsi nel Mediterraneo, come mostra ad esempio il modello GFS per sabato 11 gennaio:

Si andrebbe così a scavare una depressione al suolo a ridosso della Sicilia con maltempo sulle regioni meridionali, mentre l’impatto delle correnti fredde da nord-est lungo la dorsale appenninica porterebbe neve sul medio Adriatico sino a quote decisamente basse.
Qui le temperature previste a 1500m dal modello GFS per l’alba di domenica 12 gennaio:

I risvolti nevosi di massima, ancora non dettagliabili con sufficiente affidabilità, vengono ipotizzati in questo modo dal modello ECMWF, non lontano dalla posizione di GFS ma meno propenso a vedere un’irruzione fredda così intensa:

La distribuzione delle nevicate vede i maggiori accumuli (moderati) tra Romagna, Marche ed Abruzzo per la giornata di sabato 11, mentre nelle successive giornate la neve si concentrerebbe soprattutto sull’Appennino meridionale con limite dei fiocchi a 500-600m.

Il modello ECMWF vede uno schema barico simile ma più votato al ridimensionamento rapido dell’irruzione fredda entro un paio di giorni, questo lo schema barico per domenica 12 gennaio:

Altri modelli attribuiscono decisamente scarso rilievo all’irruzione fredda, esaltando invece il ruolo dell’anticiclone che, nel volgere di breve, andrebbe a riprendersi almeno in parte il “palcoscenico” mediterraneo, governando il tempo quel tanto che sarebbe sufficiente per mantenere tutto il freddo dell’inverno sull’est europeo.
Chi avrà ragione?
Al momento l’attendibilità dell’irruzione fredda si riscontra nel 55-60% degli scenari di tutti i principali modelli ed è dunque credibile. L’evoluzione successiva, cioè dal 13-14 gennaio in poi resta invece molto nebulosa. Seguite dunque tutti gli aggiornamenti su meteolive.it

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