15:00 15 Settembre 2025

NUBIFRAGI: ecco le regioni a rischio dal 22

Le previsioni indicano un possibile peggioramento tra il 22 e il 24 settembre. Alcune regioni potrebbero affrontare precipitazioni intense e localizzate. Scopri quali aree sono più a rischio e cosa aspettarsi nei prossimi giorni.

NUBIFRAGI: ecco le regioni a rischio dal 22

Il possibile peggioramento del tempo, che potrebbe intervenire tra domenica 22 e mercoledì 24 settembre, potrebbe determinare precipitazioni intense sulle medesime zone che sono già state tanto bersagliate durante l’estate.
Ci riferiamo soprattutto al Triveneto, ma anche all’alta Lombardia, alla Liguria di Levante e all’alta Toscana.
Le zone che il modello GFS vede più colpite sono quelle della pianura veneta e del Friuli Venezia Giulia, dove si prevedono anche picchi superiori ai 100mm in poche ore.
Le precipitazioni più abbondanti su queste zone sono attese tra mercoledì 24 e l’alba di giovedì 25, guardate che accumuli:

Notate come sempre la Toscana in prima linea tra Firenze, Siena ed Arezzo, dove si ipotizzano forti precipitazioni, così come sulla fascia costiera ligure di levante e poi ecco la classica “strisciata” temporalesca tra Brescia, Verona, Vicenza e Padova sino a Venezia, per poi coinvolgere gran parte della pianura friulana e la Venezia Giulia, con il potenziale nubifragio su Gorizia (città martire del maltempo per la posizione molto esposta a diversi tipi di correnti umide) e infine la fascia costiera triestina.

Insomma “piove sempre sul bagnato” perché le saccature sino a questo momento non hanno mai trovato il modo di sfondare con decisione dalla Valle del Rodano, introducendo un maltempo più esteso anche sul nord-ovest (se notate il Piemonte occidentale vede pochissima pioggia da parecchio) e poi anche sino a coinvolgere in pieno la Sardegna, il Lazio, la Campania, per poi estendersi a gran parte del centro-sud, magari in seguito alla formazione di una ciclogenesi nell’area mediterranea. (o anche solo una goccia fredda in quota).

C’è comunque ancora molto tempo, i modelli non sono ancora in grado di cogliere con chiarezza quale sarà l’entità del peggioramento e soprattutto l’entità di sfondamento della saccatura.
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