18:30 29 Gennaio 2025

NEVE in Pianura Padana entro metà febbraio: le possibilità

Le emissioni modellistiche suggeriscono sotto traccia (ma non troppo) la possibilità che un evento nevoso a quote basse o di pianura possa intervenire nel corso della prima decade di febbraio o al massimo nei giorni immediatamente successivi. Vediamo di capirne di più.

La neve in Pianura Padana fa sempre tanto inverno. Oggi, però, la sua assenza si protrae da tempo: sono circa 5 anni che non si registrano precipitazioni abbondanti, un vuoto che alimenta domande e curiosità. Nonostante la maggior parte della popolazione non nutra un particolare affetto per le nevicate in città, perchè soprattutto fonte di disturbo, molti iniziano a chiedersi quando torneranno a vedere i fiocchi danzare sul cielo della propria, città ormai sempre più calde a causa del fenomeno delle isole di calore urbano, accentuato dall’eccessiva cementificazione. Questo interrogativo non è banale: il cambiamento climatico globale, unito alla progressiva impermeabilizzazione del suolo, sta infatti alterando gli equilibri meteorologici storici dell’intera area e non solo. La nostalgia per le bianche distese, dunque, diventa anche un pretesto per riflettere su come l’azione umana stia rimodellando non solo il paesaggio, ma persino i cicli naturali a cui eravamo abituati.


Si vedrà qualcosa in questo mese di febbraio?
Quasi ad ogni febbraio, cioè sul finire della stagione, il vortice polare è meno pimpante e compatto rispetto al mese di dicembre e soprattutto di gennaio, e questo espone maggiormente l’Italia alle correnti fredde orientali. Infatti quasi tutti gli episodi invernali che hanno scritto la storia sono intervenuti nei mesi di febbraio, tranne il gennaio del 1985, il marzo del 71 e l’aprile del 1991, che comunque si contano sulle dita di una mano.
Si vede dunque più di qualcosa, a cominciare da lunedì 3 febbraio, dove si scorge quella depressione sul meridione, tentare di risucchiare aria fredda dall’est europeo, con conseguenze però ancora molto fumose:

Si perché alcune emissioni modellistiche, come quelle che vediamo sopra, ipotizzano un rientro di aria fredda quasi immediato sull’Italia con clima invernale e neve sul medio Adriatico e sul meridione a quote basse, altri invece limitano l’irruzione alla sola area balcanica.
Se sull’episodio del 3-4 novembre c’è però ancora molta incertezza, sull’evoluzione successiva quasi tutti sembrano convergere verso un temporaneo blocco dell’avanzata dell’aria mite atlantica, sul rafforzamento di un anticiclone sulla Scandinavia e sul rientro di aria fredda da est sull’Italia, come vediamo da questa analisi termica a 1500m prevista per il 6 febbraio:

Diverse mappe prefigurano addirittura vortici freddi in quota in movimento retrogrado rispetto al normale andamento del tempo in Europa, in grado di scavare depressioni al suolo sull’Italia, foriere, stante temperature basse sino al suolo, di nevicate (pur bagnate o miste a pioggia) anche in pianura proprio sul settentrione e sulle zone interne del centro, come si nota qui in questa mappa forse un po’ estrema prevista per sabato 8 febbraio:

Le conseguenze sul territorio sono poi quelle che cominciano in sordina a prospettare alcuni modelli, come GFS in questa uscita:

Qui sopra si nota la neve cadere addirittura vicina alla costa ligure tra Savonese e Genovesato, nel Pavese e nel Milanese, Vercellese, Alessandrino e su diverse altre aree poste oltre i 300m sull’arco alpino, ma si tratta solo di una prima proiezione, che è però già un segnale di un ritorno a condizioni più spiccatamente invernale.
Vedremo presto se sarà vera gloria.

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