MALTEMPO in terza decade: è tutto confermato?
Il 65% delle emissioni conferma il peggioramento, ma vediamo nel dettaglio quali sono gli incastri che ancora non quadrano.
Il quadro barico per la terza decade di febbraio evidenzia l’inserimento di correnti perturbate atlantiche in seno al Mediterraneo ma non tutti i modelli sono ancora concordi. C’è infatti una fonte autorevole che vede ancora una resistenza importante dell’anticiclone e un flusso occidentale mite che non riesce ad ondulare e a determinare l’inserimento di saccatura nell’ambito del Mediterraneo, come si vede qui sotto, è il modello europeo:

La media degli scenari del modello stesso però evidenzia la saccatura prevista tra il 22 e il 23 febbraio, segnale che un cambiamento, magari ancora di tipo autunnale, è comunque probabile che ci sia. Il modello americano ci va giù comunque molto più pesante:

Alcune mappe evidenziano scambi meridiani significativi con trasporti di masse d’aria fredda nel cuore del Mediterraneo:

Qui sotto un altro schema barico favorevole all’arrivo di precipitazioni rilevanti:

Ci sono però anche molte altre emissioni che insinuano dei dubbi nei previsori, mostrano ancora la malattia cronica del tempo, cioè l’incapacità di proporre veri guasti invernali anche in un momento della stagione in cui questi dovrebbero essere la norma e non l’eccezione, mentre come vedete qui sotto per diversi modelli l’attacco andrebbe a vuoto:

RIASSUMENDO: la tempesta invernale o tardo autunnale che dir si voglia stamane NON esce ridimensionata dalle emissioni, ma non gode ancora di quell’ampio riscontro che ci autorizza a dire: signori, è certa! Per arrivare a quello manca ancora qualche tassello. Ci stiamo lavorando e speriamo di darvi presto buone notizie!