Maggio volta pagina, tornano le grandi piogge atlantiche. Ecco la data della svolta
Aprile è stato un mese dominato dagli scambi meridiani, tra vortice polare e anticiclone europeo. Ora lo sguardo corre a maggio: pioverà?
Aprile 2026 si avvia alla conclusione confermando un copione che ha caratterizzato l’intero mese: un continuo confronto tra il vortice polare, che frammentandosi, ha provato a spingere uno dei suoi rami verso l’Europa e l’anticiclone europeo, con l’Italia intrappolata in una dinamica atmosferica fatta di scambi meridiani, momenti anticiclonici anche caldi e sbalzi termici, con precipitazioni distribuite in modo estremamente irregolare.
La vera anomalia non è stata tanto la presenza di aria fredda, né la variabilità, né i rovesci improvvisi che appartengono alla fisiologia primaverile, quanto piuttosto l’assenza quasi totale delle perturbazioni atlantiche.
Il flusso zonale, che in un aprile “classico” porta fronti organizzati e piogge diffuse, è rimasto lontano dal Mediterraneo, deviato o indebolito da un anticiclone europeo spesso disteso tra Francia, Germania e Balcani, capace di bloccare o deviare le correnti occidentali.
Il risultato è stato un mese dominato da correnti settentrionali o nordorientali, con afflussi di aria fredda che hanno generato instabilità sparsa e cali termici anche sensibili, pur senza raggiungere l’intensità degli episodi freddi che caratterizzavano gli aprile di qualche decennio fa.
Le precipitazioni, quando presenti, si sono manifestate in modo disordinato, a macchia di leopardo, spesso concentrate sulle aree interne e montuose, mentre le pianure, soprattutto quelle del Nord, hanno ricevuto quantitativi modesti, insufficienti a colmare il fabbisogno idrico di una stagione che dovrebbe invece garantire un apporto regolare e diffuso.
La chiusura del mese non farà eccezione: tra il 28 e il 30 aprile è atteso un nuovo afflusso freddo da nord-est, l’ennesimo tassello di un mosaico atmosferico che ha visto il Mediterraneo dominato da correnti continentali. Questo nuovo impulso porterà un nuovo calo delle temperature e nuove precipitazioni irregolari, con rovesci sparsi e localizzati, senza la struttura e la continuità tipiche delle perturbazioni atlantiche.
Sarà un finale coerente con l’impostazione generale del mese, che ha mostrato un vortice polare ancora in grado di influenzare l’Europa orientale e parte del Mediterraneo, nonostante la stagione avanzata.
La domanda che molti si pongono è quando tornerà il flusso atlantico, e con esso le piogge organizzate. I modelli numerici iniziano a intravedere un cambiamento di circolazione durante la prima decade di maggio, ma la natura di questo cambiamento non è ancora del tutto definita. Le simulazioni oscillano tra due scenari: da un lato il possibile ritorno delle correnti occidentali, con perturbazioni atlantiche dirette verso l’Europa centrale e l’Italia; dall’altro la possibilità che siano nuovi affondi freddi dal Mare di Norvegia a generare depressioni mediterranee, più irregolari e meno prevedibili. La media degli scenari, e dunque l’opzione più razionale e statisticamente probabile, suggerisce una graduale rotazione delle correnti da ovest entro il 5-6 maggio, con un primo passaggio perturbato in grado di portare piogge più organizzate su Nord e Centro Italia, e successivamente anche su parte del Sud.
Si tratterebbe di un cambiamento importante, perché le piogge di maggio sono fondamentali per l’agricoltura e per la ricarica delle falde e degli invasi. Maggio rappresenta infatti l’ultima finestra utile per accumulare precipitazioni diffuse prima dell’arrivo della lunga estate mediterranea, quando i fenomeni diventano prevalentemente temporaleschi e si concentrano soprattutto sui rilievi alpini e prealpini, lasciando spesso le pianure, in particolare quelle del Nord, ai margini dei fenomeni più significativi.
Per questo motivo, un ritorno delle perturbazioni atlantiche nella prima parte di maggio sarebbe prezioso per riequilibrare una primavera che finora ha mostrato una distribuzione delle piogge molto irregolare e, in alcune zone, insufficiente.
IN SINTESI
Aprile chiude il cerchio confermando un mese dinamico ma caotico, dominato dagli scambi meridiani e privo del contributo atlantico. La vera svolta potrebbe arrivare solo durante la prima decade di maggio, quando i modelli iniziano a convergere verso un possibile ritorno delle correnti occidentali. Se questa tendenza verrà confermata, l’Italia potrebbe finalmente beneficiare di un periodo di piogge utili e diffuse, fondamentali per chiudere la primavera con un bilancio idrico più equilibrato prima dell’ingresso nella stagione estiva.