00:00 6 Giugno 2016

Il SOLE che “dorme” sta influenzando l’estate europea?

In realtà non bastano pochi giorni senza macchie per influenzare in modo così immediato il clima, ma la tendenza è verso un'accentuazione della "letargia" solare nel corso dei prossimi 3 anni.

Il SOLE che “dorme” sta influenzando l’estate europea?

Il sole è senza macchie, da poco: dal 3 giugno.
Quanto basta per fare notizia.
Quanto basta per chiederci: è colpa sua se l’estate non vuole schiacciare il pedale dell’acceleratore e scrollarsi di dosso tutti questi temporali?
NO, al momento non possiamo dire che sia colpa sua.

Anche perché il sole cova in silenzio una nuova fase leggermente attiva. Dunque non saranno ancora molti i giorni senza macchie.

Possiamo però affermare quasi con certezza che, stando alle previsioni della NASA, nei prossimi mesi e sino al 2019, nell’ambito del ciclo 24 che stiamo vivendo, i momenti senza macchie diverranno sempre più numerosi, sino a diventare lunghi anche settimane o forse più.

Tutto questo avrà certamente conseguenze sul TEMPO, anche europeo.
Poche macchie indicano scarsa attività solare, molti più raggi cosmici che raggiungono la Terra e di conseguenza tante nubi basse in più in grado di raffreddare parzialmente il Pianeta.

Ricordiamo che la letargia del sole che si verificò nel 2009-2010 portò in Europa un inverno molto dinamico, a tratti anche freddo e con diverse situazioni nevose.

Se nei prossimi mesi il numero medio di macchie dovesse abbassarsi, sarà probabile sperimentare un vortice polare meno attivo durante l’inverno e in genere anche durante le altre stagioni con ripetute discese di aria fredda verso le medie e basse latitudini e conseguenze tutte da verificare, ma certamente non gradite a chi ama sole, caldo e stabilità.

Un sole debole potrebbe anche agevolare il fenomeno della Nina, rendendolo più intenso, ma si tratta di mere ipotesi.

Autore : Alessio Grosso