00:00 18 Febbraio 2023

Il PEGGIORAMENTO in arrivo sarà di tipo autunnale o invernale? Più pioggia o più freddo e magari neve?

Modelli in grande confusione sulla modalità del peggioramento in arrivo: c'è chi vede l'aria fredda vicino all'Italia, chi molto più lontana, sino ad attivare una forte sciroccata. Quali saranno allora le conseguenze?

Il PEGGIORAMENTO in arrivo sarà di tipo autunnale o invernale? Più pioggia o più freddo e magari neve?

 

Il cambiamento del tempo? Di certo c’è solo che ci sarà. E c’è anche la data: giovedì 23 febbraio. Il problema è la modalità. I modelli nelle ultime ore si sono uniformati all’idea del modello europeo.

In pratica l’affondo freddo sarebbe destinato all’ovest del Continente con risvolti termici piuttosto miti sull’Italia, indotte da un richiamo sciroccale che porterebbe molta PIOGGIA al nord e in parte anche al centro, come mostra qui il modello canadese:

Il modello americano, che fino a stamane proponeva un episodio di chiara matrice invernale con precipitazioni magari non abbondanti, ma nevose sino a quote basse almeno al settentrione, stasera nella media degli scenari vira verso una soluzione relativamente più mite, specie al centro-sud, sebbene non così tanto come il modello canadese:

A sorprendere più di tutti resta ancora il modello europeo, che dopo aver proposto stamane l’affondo della saccatura ad ovest, stasera lo relega addirittura al Portogallo, con la conseguenza che la depressione al suolo si origina lì ma il maltempo lì rimane, senza muoversi verso l’Italia:

Si nota però come, rinculando verso ovest, questa depressione riesca in qualche modo a risucchiare aria fredda dall’altro vortice in discesa dalla Scandinavia verso l’est europeo, congiuntamente alla spinta dell’anticiclone verso est: tutto questo propenderebbe per il ritorno del FREDDO secco al nord entro domenica 26 febbraio, ma siamo già a distanze siderali per poter valutare come attendibile una simile evoluzione.

Peraltro il freddo rimane una prerogativa del modello americano, che in molte emissioni lo vede ancora come opzione principale tra fine mese ed inizio marzo, eccone un esempio:

E alla fine, saccatura a parte, sulla quale si continua a litigare, si scopre che non c’è poi molta differenza tra il rientro freddo da est proposto dal modello europeo rispetto a quello americano, così come non viene escluso il "contact" con l’Atlantico, sia pure sempre con l’ostacolo dell’anticiclone, che pur piazzando i suoi massimi sul Regno Unito, ha sempre un piede sul nord Africa.

RIASSUMENDO
Il tempo da giovedì 23 febbraio a domenica 26 febbraio cambierà e assisteremo quasi certamente ad una fase mediamente perturbata, al nord anche piuttosto fredda probabilmente. Non mancheranno le precipitazioni, più probabili tra nord e centro. Attendibilità: 70%
C’è un opzione fredda da est tra lunedì 27 e martedì 28 febbraio che dovrebbe dar luogo a conseguenze, ma di che tipo ancora non è dato sapere. Attendibilità dell’irruzione media: 55%. Conseguenze: ancora ignote.
Una simile incertezza è comunque tipica alla fine di un periodo così prolungato di alta pressione.

 

 

Autore : Alessio Grosso