GROSSO: “ma sarà vero MALTEMPO? Per alcune regioni SI, per altre MENO…”
Si parla ormai di precipitazioni eccezionali su diverse aree, ma quanto c'è di vero?

Il maltempo potrebbe protrarsi davvero sino all’inizio della terza decade di maggio?
Gran parte dei modelli vedono il Mediterraneo centrale come principale obiettivo degli affondi delle saccature colme di aria fresca in discesa dal nord Europa, con depressioni che potrebbero effettivamente determinare una lunga fase di tempo instabile, a tratti perturbata sul nostro Paese, specie al nord e al centro.

Potremmo vivere davvero situazioni alluvionali?
Da qui al 20 maggio in effetti i modelli prevedono precipitazioni ECCEZIONALMENTE abbondanti soprattutto sull’Emilia-Romagna e sul Friuli Venezia Giulia con punte sino a 240mm in 10 giorni, piogge abbondanti si vedranno a tratti un po’ su tutto il nord e le zone interne del centro con picchi di 175mm, accumuli discreti sulle rimanenti regioni, non tali al momento da destare preoccupazione.
E QUINDI?
In effetti l’Emilia-Romagna, già colpita da recenti copiosi fenomeni, potrebbe sperimentare altre criticità, il Friuli compenserà d’un colpo, così come gran parte del Veneto, il deficit precipitativo. Da verificare invece se davvero si risolverà la situazione siccità al nord-ovest. Gli incastri dei minimi depressionari ce lo diranno quasi all’ultimo, prima è impossibile saperlo. Tenete conto comunque che è facile che intervengano almeno parziali ridimensionamenti degli accumuli previsti. Questa la carta riassuntiva delle precipitazioni sino al 20 maggio secondo il modello americano:

DA NOTARE…
Per una volta il sud e le isole, sempre sugli scudi sul fronte delle precipitazioni negli ultimi mesi, forse non saranno in pole position sul fronte precipitativo, alla fine anche sulla Sardegna gli accumuli significativi potrebbe interessare solo il nord della regione.
Da cosa dipende questo improvviso cambiamento nella disposizione delle figure bariche?
Esiste la legge della compensazione anche nel meteo, anche se non è automatica. Sembra finalmente che le saccature che prima si schiantavano sulle Canarie, disturbate da una corrente a getto molto violenta, ora non vengano più storpiate e scendano verso sud nel punto dove trovano già terreno fertile, cioè una sorta di "voragine". In questo modo il tempo è come se trovasse un equilibrio e spenderebbe troppa energia per cambiare questo assetto. In altre parole questa volta tocca a noi.
Quando arriverà il primo vero caldo importante?
Se lo chiedono in tanti, sorpresi dal ritrovato dinamismo e dall’assenza del solito anticiclone africano che tante volte si presentava anzitempo a rubar spazio alla primavera. Si vede qualcosa durante la terza decade di maggio, quando potremmo essere invasi dalla prima vera bolla di aria calda, ma le probabilità non sono altissime e la distanza temporale è tale che non è detto che invece questa instabilità possa protrarsi sino alla fine del mese.
Autore : Alessio Grosso
