10:32 26 Gennaio 2024

FREDDO e NEVE in pianura: ci sono possibilità prima della fine dell’inverno?

Ci si interroga sulla durata dell'anticiclone: vanificherà tutto il resto della stagione o mollerà la presa?

L’anticiclone è ancora tra noi, come ormai quasi sempre; in realtà anche con una congiuntura simile, del freddo in inverno si riscontra sempre nelle situazioni nebbiose derivanti dall’inversione termica e della stagnazione dell’aria, e per chi queste situazioni se le deve subire, quello è freddo: punto!

Il problema però è più generale: in quota e sulle coste, così come fuori dalla nebbia di freddo non ce n’è, nemmeno un po’, non piove, non nevica e si può andare avanti così per settimane, gettando alle ortiche quasi tutta la stagione invernale, come è successo quest’anno e sta ormai succedendo da qualche anno in modo inquietante.

La situazione prevista sino ai primi di febbraio è questa e non ne usciremo perché non c’è previsione più sicura di quella garantita dalla presenza dell’anticiclone.

Tra il 5 e il 10 febbraio potrebbe capitare qualche azione di disturbo da ovest o da nord-ovest, molto blanda e con l’Italia sempre interessata abbastanza marginalmente. Sono però le uniche variazioni degne di note ed è giusto farle notare ai lettori:

La tendenza alla risalita almeno parziale dell’anticiclone verso nord si vede in alcune emissioni: questo farebbe da scivolo all’aria fredda diretta verso l’est europeo, che potrebbe sperimentare una situazione invernale con freddo e neve in pianura sul finire della prima decade di febbraio, ma sull’Italia i riflessi si limiterebbero ad notevole un rinforzo del vento, nevicate solo sui settori alpini confinali e a qualche grado in meno soprattutto in Adriatico:

Una vera svolta con freddo e neve anche in pianura diretta sull’Italia si vede solo nel 10% delle emissioni, mentre la percentuale che al momento vede azioni da nord-ovest (dirette però principalmente verso i Balcani) sono il 15%, mentre l’ingresso delle perturbazioni atlantiche viene visto nel 20% delle emissioni. Tutte le altre puntano ancora, per la legge della persistenza, sull’anticiclone ben piazzato su di noi.

E’ ovvio che, prima della fine dell’inverno, e cioè tra l’ultima decade di febbraio e l’inizio di marzo, in concomitanza con la fisiologica frenata della corrente a getto, qualche colpo di coda con freddo e neve a bassa quota è una situazione che statisticamente può capitare e potrebbe capitare, ma al momento non è minimamente preventivabile, quindi la carta seguente per ora è puro “fantameteo”.