Ecco come funziona un anticiclone a “cuore caldo”
Perchè il freddo stenta? Proviamo a spiegarvelo con semplicità
Come si può notare dalla cartina, un forte anticiclone dominerà la scena sull’Europa centrale per diversi giorni. Molti si aspettano il freddo. Cerchiamo di capire come mai il freddo stenta ad arrivare.
Come si può notare dalle frecce l’anticiclone in questione è alimentato da aria molto calda di provenienza atlantica. Quest’aria calda diverge dal centro dell’alta pressione, segnato da quel nocciolo rosso, verso la sua periferia.
Questa aria calda e’ il carburante del nostro anticiclone, quello cioè che mantiene in vita la sua dinamicità. Ovviamente l’aria calda è più leggera dell’aria fredda e questo consente delle inversioni termiche soprattutto in vicinanza del ” cuore caldo”.
Come si può notare le frecce rosse si spingono molto a nord. Conseguentemente l’aria di ritorno da quel settore non può essere molto fredda in quanto deriva in parte dall’aria calda che sale sul bordo occidentale dell’anticiclone.
L’aria fredda e’ relegata sull’est Europa dove è presente un nocciolo freddo.
Da questa situazione come può da noi arrivare il freddo?
In 2 modi: o con lo spostamento del cuore caldo verso l’Atlantico e il conseguente avvicinamento del nocciolo freddo da est: questo consentirebbe di avere correnti da nord fredde e non derivanti più dalle correnti di ritorno dell’anticiclone, oppure con l’interruzione dell’afflusso caldo da ovest che come abbiamo visto mantiene la dinamicità dell’anticiclone: questo potrebbe avvenire con la creazione di una bassa pressione sull’Atlantico che chiuderebbe l’apporto caldo.
Tutto cio’ consentirebbe , oltre che uno spostamento ad est dell’anticiclone, anche un suo raffreddamento, in quanto verrebbe a mancare l’energia per il ” cuore caldo”. Ecco che l’anticiclone si trasformerebbe in statico e consentirebbe anche un’avvezione fredda da est decisamente più produttiva.
Ma fin tanto che l’alta pressione rimane in questa posizione il freddo non potrà mai arrivare in modo deciso.
Autore : Paolo Bonino