00:00 15 Febbraio 2001

Quando le carte traggono in inganno…

Il vento soffia parallelo alle linee di pressione solo a 500 mb, al suolo le incrocia. In una configurazione barica così complessa diventa fondamentale capire ed interpretare ciò che il modello traccia.

Freddo che va, freddo che viene…
Quando sembra essere il momento di rientrare in scena, l’inverno si ritrae scontroso. MeteoLive non vuole più alimentare false speranze. E’ troppo affezionato il nostro pubblico per meritarsi effimere illusioni che lo lascino con l’amaro in bocca e con la convinzione di essere stato raggirato ancora una volta dai previsori e dai loro pazzi modelli.

Così si spiega la prudenza tattica di oggi e così capirete anche quella che contraddistinguerà anche gli eventi futuri, laddove non fossimo più che certi delle nostre affermazioni.

Oggi la certezza non c’è, o meglio ci sono le carte da interpretare e alcune considerazioni tecniche dalle quali non si può prescindere.

Allora ecco due cartine per meditare insieme sulla situazione rielaborate dal modello più famoso: MRF.

Prendiamo la carta prevista per lunedì 19 al suolo: essa avvalora la previsione che crede in un raffreddamento. Qui le isobare piegano da ENE e pertanto le zone soggette a stau rispetto a quel tipo di situazione saranno interessate da nuvolosità e da brevi precipitazioni.
C’è chi ritarda il peggioramento nella notte tra domenica e lunedì e chi, come noi, lo ritiene già concreto a partire dal pomeriggio domenicale. Ma la sostanza non è quella: appurato che ci sarà il raffreddamento bisogna capire quale ne sarà la portata.
Innanzitutto rientreremo nelle medie del periodo, e questo sarà già un gran successo, e se lunedì la corrente orientale non venisse interrotta, il freddo potrebbe anche portarci a respirare aria di chiaro stampo invernale e il medio-basso Adriatico potrebbe rivedere la neve anche a quote basse.
Ma se MRF è convinto di questa evoluzione, non lo è affatto il modello NGP che alla fine però trova un punto d’incontro con il cugino.
Dove? A lungo termine.
Abbiamo ribadito stamattina che l’alta pressione è forte sull’Europa Occidentale e questo ormai è un dato di fatto. Essa, oltretutto, anzichè puntare verso ENE, nei prossimi giorni infilerà un cuneo dritto dritto verso nord. In questo modo è chiaro che verrà negato ogni accesso perturbato atlantico da ovest, ma il flusso perturbato si presenterà da nord. Un nord preciso che presto a 500 mb diverrà NW: ed è la quota che determina il tempo su vasta scala, il tempo che conta. Quelle correnti da nord che si presenteranno sull’Italia con modalità diverse. Al nord e sul Tirreno sotto forma di effetto favonico con eccezione per le zone alpine di confine, e sul medio-basso Adriatico con fenomeni nevosi che, con la traslazione verso i Balcani della saccatura che andrà inevitabilmente a formarsi, imbiancheranno fino a quote basse soprattutto Molise e Basilicata.

Le prospettive non sono comunque delle più fredde perchè il vero freddo non arriva da nord, questo lo sapete bene, tuttavia gli appassionati dovranno accontentarsi. Con lo spostamento della bassa, l’alta pressione riprenderà il suo posto sulla Penisola perpetuando il blocco dell’Atlantico e relegando all’est gli impulsi perturbati freddi. In sostanza MRF vede realizzarsi alla lunga quello che NGP disegna già nel breve.
In definitiva questo slancio verso nord dell’anticiclone, peraltro ancora da confermare, ci regalerà venti forti ed un calo della temperatura (con precipitazioni da definire) ma sempre con la spada di Damocle di un anticiclone in costante mutazione e padrone delle operazioni.
Autore : Alessio Grosso