Lenta introduzione di una fase piovosa sull’Italia
Gli anticicloni si danno il cambio per proteggere la Penisola dalle incursioni della depressione d'Islanda alle nostre latitudini. Gradualmente però saranno le piogge (o le nevicate se abitate in montagna) ad imporsi.
Ormai il vecchio anticiclone continentale ha le pile scariche e già oggi mostra i primi segni di cedimento. Gli verrà in soccorso con l’ossigeno l’anticiclone delle Azzorre, che garantirà una temporanea stabilizzazione del tempo tra venerdì pomeriggio e sabato mattina un po’ su tutta la Penisola.
La depressione islandese è stanca però di rimanere isolata sull’Atlantico e manderà alcuni fronti in avanscoperta nel Mediterraneo per saggiare la resistenza dell’anticiclone.
Sono i cosiddetti fronti “kamikaze” o “apripista” che dir si voglia. Si andranno ad infrangere contro il muro dell’alta ma riusciranno comunque a portare un po’ di pioggia tra sabato sera e domenica in trasferimento da NW verso SE lungo lo Stivale.
Lunedì seconda perturbazione con le stesse caratteristiche e qualche pioggia qua e là sulle zone esposte alle correnti da WSW: ci riferiamo in particolare alla Toscana, al Levante ligure ma anche al versante francese delle Alpi Occidentali e al nord della Valle d’Aosta. Qualche fenomeno passeggero potrà investire anche le rimanenti regioni tirreniche e poi il Friuli Venezia Giulia.
Neve mediamente oltre i 1000-1200 m.
Saranno comunque le classiche “fasi di studio”.
Da mercoledì la depressione d’Islanda potrebbe passare ad azioni di maggiore efficacia penetrativa: una bella saccatura sulla Francia con obiettivo l’Italia tra giovedì e venerdì con possibile formazione di un minimo barico relativo sul Golfo Ligure e precipitazioni non più sporadiche ma diffuse e di moderata intensità, nevose sulle Alpi oltre i 900-1000 m e sugli Appennini oltre i 1200-1400 m.
Da sabato 8, festa della donna, evoluzione sostanzialmente incerta con l’alta pressione delle Azzorre sembra bramosa di riprendersi il Mediterraneo e nuove perturbazioni incalzanti.
NOTA BENE: c’è ancora un importante margine di incertezza sulla concreta riuscita dell’operazione “perturbata” orchestrata dalla depressione d’Islanda. Nel caso non andasse a buon fine, per alcune zone del nord si aprirebbe un periodo delicato: polvere, inquinamento, pendii senza neve esposti a sud molto secchi e dunque soggetti alla minaccia di incendi! Il pericolo a tal proposito è già stato ampiamente segnalato.
Autore : Alessio Grosso