Troppe incertezze dai modelli sul potenziale ritorno (arrivo) del freddo
Personalmente non mi fido.

L’Europa è calda e non è attrezzata per miracoli invernali in tempi brevi. Deve smaltire la sbornia di un anticiclone allucinante, che ha piazzato una delle solite botte "ammazza inverno" nel periodo in cui invece ci si aspetterebbe di vivere la fase più cruda della stagione. In più ci ha pensato il flusso zonale atlantico a spedire verso il centro del Continente e in parte anche verso di noi una massa d’aria decisamente mite.
Si è così compiuto in lungo ed in largo il grande disgelo natalizio, prolungato sino all’eccesso e salvato solo parzialmente dalle belle gelate riscontrate nei fondovalle alpini grazie all’innevamento e alla serenità del cielo, gelate bruscamente interrotte poi dal foehn e seguite addirittura dalla pioggia (ne parliamo diffusamente in un altro articolo).
Ora l’ipotesi del ritorno dell’inverno per metà mese si fa concreta per il centro Europa e forse, almeno in parte per il nostro settentrione, mentre la situazione sembra più difficile per il centro-sud. E’ vero: potrebbero configurarsi scenari che prevedono la formazione di un anticiclone sulla Scandinavia con retrogressioni di aria fredda da est verso il centro Europa e sul nostro settentrione, ma il coinvolgimento del resto del Paese sembrerebbe modesto.
Ci sono peraltro ipotesi più estreme, che prevedono l’ingresso di aria fredda da est o da nord est in pompa magna, ma personalmente invito a diffidare rispetto a tali evoluzioni, che spesso non trovano conferma nei fatti, mentre resta da capire quale sarà, se sarà, l’esatto posizionamento dell’anticiclone scandinavo e delle conseguenti traiettorie delle masse fredde.
Da notare come oltretutto non ci sia univocità di giudizio in merito al riscatto invernale, talune corse alternative del modello americano seguitano a contemplare l’intrusione delle correnti atlantiche nel Mediterraneo a scacciar via subito le velleità del Generale Inverno e talune altre addirittura rilanciano l’ipotesi di un nuovo cuneo anticiclonico che releghi anche le correnti perturbate in Adriatico.
Insomma, non ci siamo ancora, anche da un punto di vista prettamente termico, a stento anche l’Europa centrale raggiungerebbe -10°C a 1500m, un valore che visto a lungo termine non è nulla di eccezionale e potrebbe ridimensionarsi con il passare dei giorni.
Dunque cautela! Al momento vedo il nord favorito per qualche nevicata per interazione Atlantico-aria fredda artica continentale intorno al 20 gennaio o poco prima, per il resto bisogna attendere e capire.
Autore : Alessio Grosso
