00:00 1 Febbraio 2010

Tra giovedì e venerdì rischio NEVE in pianura al nord-ovest?

Una perturbazione atlantica inserita in un flusso di correnti sud-occidentali si troverà a sorvolare un tenace cuscino di aria fredda e inerte ancora presente su diversi settori della pianura Padana occidentale.

Tra giovedì e venerdì rischio NEVE in pianura al nord-ovest?

Torna il rischio neve sulle pianure del nord-ovest? Sembrerebbe di si, almeno alla luce degli ultimi aggiornamenti. Il meccanismo che potrebbe portare a tale evenzienza, prospettata dalla modellistica in nostro possesso tra la sera di giovedì e la prima mattinata di venerdì 5 febbraio, parte già da ora.

Certo perchè, a differenza delle regioni adriatiche, dove i fiocchi sono portati per avvezione diretta di una massa d’aria fredda, il nord necessita di più tempo per costruire la sua neve. Questo perchè queste ultime regioni godono di migliori possibilità di neve con le correnti meridionali che si prendono in carico la parte attiva; la struttura del territorio, circondato da catene montuose, favorisce infatti lo scorrimento di questi flussi miti e umidi alle quote superiori, con l’aria fredda ferma a fare solo da cuscino (nevicate da addolcimento).

Orbene, questa situazione pare concretizzarsi proprio tra giovedì e venerdì, con l’arrivo di una perturbazione legata ad un centro depressionario proiettato dall’Atlantico verso l’Europa occidentale. I settori di pianura che al momento risultano favoriti dagli apporti nevosi sono quelli di nord-ovest, in modo particolare in Piemonte e nell’ovest della Lombardia, con rischio concreto soprattutto a Torino, ma anche a Milano.

In seconda istanza si colloca il fondovalle aostano, il quale risulta ai margini del grande lago freddo padano e gode solo di un “cuscino” tutto suo che risulta molto più limitato in estensione e spessore. Ciononostante qualche fiocco potrà arrivare anche sulla graziosa città di Aosta, mentre il grosso si fermerà sopra i 600 metri.

Sul resto del settentrione la neve si limiterà alle zone di montagna, presentandosi comunque a quote basse e ipotizzabili mediamente intorno agli 800 metri. Dopo tanta neve, da segnalare il possibile arrivo della pioggia sulle pianure emiliane, mentre in Appennino il manto bianco avrà occasione per ispessirsi ulteriormente a conferma di una stagione invernale indubbiamente generosa.
Autore : Luca Angelini