Svolta invernale a fine mese? Molti indizi, manca la prova schiacciante
Autunno classico sino al 25, poi svolta invernale per fine mese?

Il concetto l’abbiamo già lungamente espresso negli ultimi articoli. Lo ribadiamo anche oggi, pur alla luce di aggiornamenti ufficiali poco appariscenti sul lungo termine: la fine del mese potrebbe riservarci una fase ancora perturbata del tempo, ma non più con caratteristiche da primo autunno, cioè non più con solo piogge, temporali e temperature quasi settembrine o ottobrine, ma con un contributo freddo non trascurabile e le prime serie nevicate sin sotto i 1000m, in qualche caso anche in collina.
Per la neve in pianura riteniamo che prima dell’inizio del dicembre non se ne possa parlare, come del resto già evidenziato qui: https://www.meteolive.it/news/In-primo-piano/2/Quando-e-dove-arrivera-la-prima-nevicata-in-pianura-della-stagione-/39429/
Questa svolta di fine mese comunque è da considerare importante, perchè smuoverebbe le acque in tutti i sensi. Infatti il Mediterraneo smetterebbe di essere la fucina di temporali pericolosi per il territorio, così come sta ancora per avvenire sulle regioni joniche e per le nostre montagne si preparerebbero gli scenari consoni ad accogliere i primi sciatori per il Ponte dell’Immacolata.
L’esca per l’aria fredda potrebbe essere legata alla penetrazione della depressione prevista in arrivo tra giovedì 22 e domenica 25, quando l’anticiclone delle Azzorre finirà per puntare verso nord fino a legarsi con l’anticiclone scandinavo, favorendo così l’innesco di aria fredda dalle latitudini artiche verso il Mediterraneo. Se non arrivasse da nord l’aria fredda potrebbe giungere anche da est, sempre lungo il bordo meridionale degli anticicloni che andrebbero formarsi nelle zone citate.
In questo modo, pur rinnovandosi condizioni di
moderato maltempo, le temperature scenderanno di diversi gradi e sperimenteremmo un graduale passaggio stagionale, pur senza vivere scenari estremi, dipinti peraltro oggi in qualche corsa isolata dei run alternativi del modello americano, che vi proponiamo più per un effetto scenico, che per avere possibilità reali di realizzarsi.
Insomma: un parziale blocking della circolazione atlantica e una depressione che faccia da calamita saranno gli ingredienti ideali per costruire la prima torta "gelato" della stagione fredda. I modelli vedono molti indizi, anche se per ora, come al solito, vista la distanza temporale, manca la prova schiacciante.
Autore : Alessio Grosso
