00:00 2 Gennaio 2009

SUPER-AMARCORD: neve su Sardegna e coste meridionali tirreniche, il Nord è ancora in breve attesa, 27/01/1986

Riviviamo i grandi eventi meteo del passato.

SUPER-AMARCORD: neve su Sardegna e coste meridionali tirreniche, il Nord è ancora in breve attesa, 27/01/1986

9° puntata
Correnti gelide di aria polare marittima erano entrate in grande stile nel Mediterraneo, facendo piombare le regioni centro-meridionali italiane in un clima rigido e nevoso. Il Foehn aveva ormai mollato la presa sulle regioni settentrionali che, nonostante risultassero ancora parzialmente protette dalle Alpi, avevano visto crollare i valori termici con una temperatura di soli -7°C ad Aosta alle ore 13. Le minime registrate all’alba del 27 gennaio erano molto basse: -6°C a Torino e Verona, -7°C a L’Aquila, -8°C a Firenze, -10°C a Bolzano e ben -16°C ad Aosta. L’intenso corpo nuvoloso che copriva la Sardegna alle ore 12:30 (immagine in alto a destra) aveva imbiancato di neve la quasi totalità dell’isola. Dalle ore 11:30 cominciavano a cadere i primi fiocchi di neve a Capri: un manto di 5 cm riuscì a coprire anche la costa sul porto. Se escludiamo la breve spruzzata del gennaio 1963, si trattava della prima nevicata a Capri dal 1942, quando ne caddero 15 cm. (Per i dati storici si ringrazia Giovan Battista Mazzoni).

Il corpo nuvoloso responsabile delle nevicate in pianura in Sardegna e sulle regioni meridionali tirreniche aveva toccato temperature sommitali di -50°C, e le nubi ad esso associate raggiungevano i 9000 metri di altezza, come ci ricordava il generale Andrea Baroni nella trasmissione di quella sera. Questo era il suo commento all’immagine da satellite: “L’afflusso di aria fredda che è penetrato dalla Normandia è entrato in seguito dalla porta di Carcassona, si è portato sulle Baleari ed ha investito la Sardegna con nevicate estese su quasi tutta l’isola.

Ora la neve si sta avvicinando sulle regioni centro-meridionali, nonostante le temperature siano alte. Abbiamo +10°C a Palermo, +11°C a Gela ed addirittura +14°C a Catania, ma se la temperatura a 1.500 metri è bassa -ed abbiamo ragione di ritenere che sia molto bassa- potrebbe anche arrivare qualche fiocco di neve sulla Sicilia”.

Era un bollettino pieno di adrenalina quello del 27 gennaio 1986, con un Andrea Baroni che riusciva a coinvolgere pienamente il telespettatore nell’evoluzione del tempo. Nella carta sinottica qui a fianco notiamo la perturbazione n° 18, che faceva capo alla depressione di 976 hPa sul Mar di Norvegia, che dalle coste marocchine si slanciava fino alla penisola scandinava. In seno al minimo depressionario si delineava una saccatura (e Baroni era anche ironico, precisando che si trattava di una “saccatura” e non di una “seccatura”) che si spingeva fin sulle Baleari, ed alla quale era annessa la perturbazione che avrebbe investito l’Italia entro 36 ore, apportando nevicate anche a quote basse soprattutto al Nord.

Citiamo le parole testuali del meteorologo mentre commentava la cartina di previsione qui a sinistra: “Fino a domani sera, se qualche nevicata o pioggia potrà esserci, questa sarà senz’altro sulle regioni meridionali e sulla Sicilia, dove la circolazione ciclonica rimane attiva. Altrove sarà presente una nuvolosità irregolare con ampi rasserenamenti, ma con una tendenza al Nord a farsi molto nuvoloso o coperto. Le temperature, visto che i venti andranno orientandosi da Sud, tendono persino ad aumentare un pochino tranne sulla Pianura Padana, dove ristagnerà lo strato freddo che costituisce la premessa per le nevicate tra 36-48 ore”. Ed era vero… la Pianura Padana sarebbe stata ricoperta da una spessa coltre di neve nei giorni successivi: ce ne occuperemo nelle prossime puntate.
Autore : Alessandro Bruscagin