Stiamo vivendo un nuovo trend barico: sono lontani i tempi degli anticicloni scomodi
Da tre anni c'è un vento nuovo sull'Europa: un vento che sa di autunni ed inverni dinamici, spesso nevosi, in qualche caso anche freddi.


Non è più tempo di anticicloni: o meglio, non è più tempo di anticiclcloni scomodi, quelli che ci negavano le stagioni, appestavano l’aria di veleni nelle grandi aree urbane e creavano condizioni favorevoli alla siccità. Ora forse sta piovendo troppo ma è comunque autunno vero, quello dove statisticamente la regina è proprio la pioggia. Da quando il sole è andato parzialmente in letargo, sembra però cambiato anche l’assetto barico generale sull’Europa. Gli anticicloni negli anni 80 e 90 e di qualche annata anche recente, nell’ultimo triennio hanno ceduto il passo a condizioni spesso depressionarie in autunno e alle masse fredde di estrazione artica in inverno, con numerose interazioni con aria mite mediterranea e dunque risvolti nevosi importanti.

Anche quest’anno per ragioni diverse il tempo sembra convergere verso questo tipo di tendenza: gli ostacoli di una QBO+ e di una Nina che potesse mettere all’ingrasso l’anticiclone sembrano superati, mentre l’anomalia delle acque superficiali groenlandesi e la destabilizzazione operata da una scarsa attività solare sul vortice polare, potrebbero far brillare la stella del Generale Inverno, con i primi assaggi dalla fine di novembre, così come riportano le tre linee di tendenza ipotizzate dal nostro modello di riferimento. Tutte e tre mostrano irruzioni di aria fredda che danno origine a depressioni, anche se non tutte con conseguenze nevose sull’Italia.

Guardate come l’anticiclone venga "attratto" dall’anomalia termica positiva delle acque superficiali al largo delle coste groenlandesi, sbarrando la strada alle miti correnti atlantiche.

Autore : Alessio Grosso
