00:00 22 Febbraio 2012

Sotto scacco dall’alta pressione.

Un possente anticiclone di natura dinamica si impossesserà del nostro continente condizionando il tempo anche sull’Italia.

Sotto scacco dall’alta pressione.

Dopo un inizio assolutamente scoppiettante, l’ultima parte del mese di febbraio pare volersi concludere sotto le grandi maglie di un anticiclone. Una fase di persistente episodio di NINA, presente già da metà dello scorso inverno, favorisce un’ anomalia di geopotenziale in zona Atlantica ed iberica.

Questa sorta di “esplosione” di calore dal basso Atlantico, comporta una modificazione della traiettoria del getto ad alta quota. Questo favorisce oltremodo le persistenti rimonte anticicloniche che hanno influenzato così pesantemente il tempo di questi mesi, deviando la traiettoria standard dei fronti atmosferici.

Una lunga fase siccitosa interessa sia la Penisola Iberica che i versanti nord occidentali italiani, aree in cui ad esclusione degli episodi alluvionali di inizio novembre, le precipitazioni scarseggiano da mesi!

Giunti ormai alla terza decade di febbraio, un altro prolungato intermezzo anticiclonico condizionerà ancora una volta il tempo del nostro paese. Un’ area di alta pressione sta rinforzando in queste ore sull’Europa occidentale, espandendosi verso il Mediterraneo.

La fase di venti nord orientali che in queste ore spazzano il nostro paese, sono destinati ad attenuarsi definitivamente entro la giornata di domani. Al loro posto interverrà una circolazione di venti anticiclonica da nord ovest. Dopo la fase perturbata dei giorni scorsi vanno ripristinandosi condizioni di bel tempo su quasi tutto il paese, ad esclusione del centro sud ancora alle prese con gli strascichi del vecchio cut off.

Quando avremo la fase più intensa di questo anticiclone?

Stando ai modelli attuali tra venerdì e sabato raggiungeremo probabilmente il culmine della risalita termica provocata dall’anticiclone. Le temperature lieviteranno a tutti i livelli atmosferici, ma le cifre più elevate verranno toccate nelle zone interne lontane dal mare e nelle località poste in quota. La Val Padana potrebbe in taluni casi, sfiorare i 20 gradi. Lungo le coste l’aumento della temperatura risulterà invece più marginale.

A partire dalla prossima settimana l’evoluzione permane incerta, tuttavia al momento i modelli non “spingono” in nessuna direzione particolare che prospetti una sostanziale modifica dell’attuale pattern circolatorio.
 

Autore : William De Masi