00:00 14 Gennaio 2009

RETROSPETTIVA! Scirocco: “con un colpo a sorpresa ho trasformato in pioggia i fiocchi di neve sulla Valpadana prima del tempo”

Assumere una "compressa" di Scirocco provoca effetti più o meno lenti a seconda del vostro posizionamento geografico.

RETROSPETTIVA! Scirocco: “con un colpo a sorpresa ho trasformato in pioggia i fiocchi di neve sulla Valpadana prima del tempo”

Più volte abbiamo parlato di “cuscino freddo” in Valpadana, una situazione peraltro valida per diverse zone interne del centro Italia, abbiamo scritto di come questo sia fondamentale per le nevicate da “addolcimento”, cioè quando aria più mite ed umida si mette in moto e scorre al di sopra di questa massa d’aria relativamente più fredda e più secca.

Abbiamo spesso evidenziato lo strato medio dei 1500m quale quota fondamentale per individuare i movimenti della massa d’aria mite sciroccale che risale da SE la Pianura Padana mangiandosi atrocemente e senza pietà i fiocchi da est verso ovest.

Lo Scirocco talvolta può entrare in maniera più subdola in quota che al suolo, inducendo all’errore, sia pure per poche ore, anche i previsori più navigati.

Prima di addentrarci nello specifico episodio del 6-7 gennaio che ha tratto in inganno anche il sottoscritto, è appena il caso di aggiungere che anche il Libeccio di tipo mite, che precede l’ingresso di un fronte caldo invernale può portare a simili conseguenze con ricadute piovose a volte anche più rapide.

Fra i due “nemici” della neve qualcuno preferisce però il secondo, perchè almeno in una prima fase è in grado di scaricare una notevole quantità di neve.

Veniamo comunque al caso più recente, oggetto di questo breve articolo. Durante la nevicata del 6-7 gennaio cio che ha indotto all’errore i previsori di MeteoLive nel voler ostinatamente prolungare la nevicata sino alla sera del 7 non solo sulla bassa Lombardia ma anche su Milano, è stata una colonna d’aria all’apparenza perfetta, che fino alle 9 del mattino lo Scirocco non aveva affatto rovinato, anzi rispetto alla notte dell’Epifania, in quella successiva le temperature al suolo erano addirittura calate.

Erano finite sotto lo zero, perchè lo Scirocco, ancora deboluccio, aveva trovato sbarrata la porta del settore centro-meridionale lombardo, mentre su quello settentrionale, complice la sommatoria con il “rimbalzo” della ventilazione da nord, con apporto di aria ulteriormente mite dalle macro-aree lacustri, i valori mostravano una leggera tendenza al rialzo.

Lo Scirocco infatti, come la didattica ci insegna, si mangia molto spesso (ma non è una regola assoluta) gli strati freddi presenti dapprima sulle province Brescia, Bergamo, Mantova, Como, Varese, Lecco, addirittura Sondrio e poi gradualmente scende a mangiarsi il freddo di Monza, Milano, arrivando dopo qualche ora anche nella bassa.

Osservando i radiosondaggi e il modesto, timidissimo rialzo riscontrato nelle temperature al suolo, carte alla mano di spessori, isoterma di zero gradi e valori termici previsti a 1500m per il pomeriggio, abbiamo azzardato, forse presi dal “forcing agonistico”, una prosecuzione della nevicata sino alle 20 su tutta la città di Milano con trasformazione in pioviggine nelle ore successive.

La realtà ha invece visto resistere tutta la colonna d’aria sino a sera sulla città tranne uno “strato caldo”, un hot spot decisivo del passaggio di consegne tra neve e pioggia.

Ecco allora che alle 14, nonostante al suolo la temperatura non fosse molto dissimile da quella del giorno precedente, e benchè arrivassero sempre nuovi nuclei precipitativi a scaricare verso il suolo un po’ di aria fredda in più, i quasi TRE gradi positivi riscontrati a 256m hanno sentenziato “PIOGGIA”: di colpo i fiocchi sono diventati traccianti isolati e la neve si è rifugiata gradualmente nel Pavese e nel Lodigiano, dove lo scirocco e nemmeno la sua variante da nord stentavano a sfondare.

Ad ingannarci è stata anche la “letteratura” dell’episodio precedente, quello del gennaio 2006, in cui la neve era riuscita a cadere sino a tarda sera sull’ovest della città, nonostante uno zero termico ormai al limite.

Non c’è niente da fare, il meteo punta sempre a stupirci.
Autore : Alessio Grosso