00:00 1 Aprile 2010

Quella “fredda” Corrente del Golfo proiettata verso l’Europa

Netta anomalia delle temperature superficiali oceaniche atlantiche che ripercorre passo passi il percorso della celebre circolazione termoalina. Ecco i probabili motivi e le possibili conseguenze.

Quella “fredda” Corrente del Golfo proiettata verso l’Europa

Botta e risposta pacifico-atlantica con sovvertimento delle temperature superficiali degli oceani a livello tropicale. Dopo il riassorbimento senza tanti complimenti di El Nino, per altro mai stato in grande forma lungo la sua fascia di competenza, un ulteriore episodio di raffreddamento sta interessando il comparto tropicale oceanico, questa volta quello atlantico.

L’anomalia non sta tanto nella sua entità, quanto nella sua posizione. Essa si colloca lungo il percorso che le acque calde formatesi di norma sul golfo del Messico tendono a intraprendere nel loro viaggio verso il pieno Atlantico, quello che le farà poi finire in prossimità delle coste nord-occidentali europee; in altre parole si sovrappone alla Corrente del Golfo.

Ora, non essendoci acque calde sul golfo del Messico come è messa la Corrente del Golfo? In realtà l’anomalia non significa avere acque fredde ma meno calde. L’episodio di raffreddamento potrebbe essere dipeso dalla bassa traiettora delle storm tracks, ossia dalla maggior presenza a latitudini subtropicali del flusso occidentale temperato che ha “raschiato” gli eccessi di calore dalle acque caraibiche durante l’inverno.

C’è da aggiungere anche il fatto che il frequente segno negativo dell’indice atlantico NAO negli ultimi due anni, oltre ad un Nino che non è mai riuscito a decollare, può aver aggiunto motivazione a questo status. L’anomalia, una volta venuta alla luce, è stata poi proiettata lungo il percorso della Corrente del Golfo e ha raggiunto l’Europa nord-occidentale, in particolare l’area britannica e scandinava. Qui si è saldata alla forte anomalia invernale del Baltico, quest’inverno per gran parte ghiacciato, costruendo un grande nastro di anomalie negative che taglia l’oceano da parte a parte.

Ora, cosa dobbiamo aspettarci da questa configurazione? Innegabile che il tutto può aver già contribuito al ritorno in atmosfera dell’anomalia stessa, con un’Europa particolarmente fredda durante i mesi invernali, soprattutto in quell’angolo interessato solitamente dagli aliti miti della circolazione termoalina e sotto il tiro delle tiepide correnti atlantiche invernali, ossia quello nord-occidentale.

A medio termine ci possiamo aspettare una ulteriore correzione dei flussi perturbati atlantici, con maggior incisività e frequenza delle piovose perturbazioni atlantiche anche sull’Italia, un po’ come da schema tipico delle fasi negative dell’indice AMO del quale questa anomalia potrebbe esserne prima o poi conseguenza.

La Corrente del Golfo potrebbe bloccarsi? Improbabile in queste condizioni, dato che essa deriva sia dai flussi oceanici che da quelli atmosferici. Il suo blocco implicherebbe la forzatura fisica derivante dalla mancata conservazione del momento angolare pertanto una anomalia a livello esclusivamente oceanico potrebbe incidere non più del 30-40%, comunque sufficienti a farci avvertire un bel salto rispetto alle calure secche e africane degli anni ’90.
Autore : Luca Angelini