Più CALDO, più PIOVOSO e più ESTREMO: sarà questo il nuovo scenario climatico del futuro?
Nell'ultimo decennio, oltre all'aumento delle temperature, c'è stata una forte impennata della quantità di "acqua precipitabile" nel nostro emisfero, in rapporto ad un aumento del vapore acqueo in atmosfera. C'è da preoccuparsi?
Le anomalie termiche che hanno caratterizzato il mese di febbraio fanno letteralmente spavento, specie sul settore centro-orientale dell’Europa e sulla vicina Russia. Ve le mostriamo:
Dove vedete il colore tendente al nero, le temperature hanno avuto esuberi dalla media di oltre 7°. Oltre a ciò, balza all’occhio come siano ormai ridotte a “poche macchie” le zone con temperatura in media ed ancor più sotto media. In pratica, tra la metà di gennaio e buona parte di febbraio si è prelevata aria calda direttamente dal tropico, sotto le spoglie di un anticiclone che in realtà assomigliava ad una vera e propria estroflessione della cella di Hadley, che presiede la fascia tropicale. Questa situazione perversa, oltre a distruggere la stagione fredda in Europa, ha fatto schizzare in alto il computo delle anomalie termiche, come mostra appunto la mappa.
Successivamente sono arrivate piogge eccezionali, praticamente mai viste in questo periodo, che da metà febbraio hanno iniziato a flagellare alcune regioni italiane come se fosse autunno; basti pensare che alcuni settori della Liguria interna e dell’alta Toscana hanno già superato i 1000 mm dal 1 gennaio, un valore a dir poco folle.
L’aumento della “potenza delle piogge” è una delle conseguenze del cambiamento climatico in atto; non pensiamo solo all’aumento delle temperature, ma anche alle conseguenze indirette che questa forzante comporta, come ad esempio il mutamento del regime delle precipitazioni durante l’anno. E’ palese ormai che la nostra Penisola si crogioli da anni tra regimi siccitosi spiccati ad “effetti Niagara” di perturbazioni che sembrano “dopate” di pioggia e di neve sulle Alpi.
Come mai sta succedendo questo? Per rispondere a questa domanda vi mostriamo il grafico dell’andamento dell’acqua precipitabile nel corso degli anni nel nostro emisfero. Ricordiamo che con il termine “acqua precipitabile” si intende l’acqua a disposizione qualora subentrasse una condizione sinottica adatta alle piogge su una determinata zona:
Il grafico è abbastanza inquietante! Si nota che il progressivo aumento delle temperature sta determinando un consistente aumento della quantità di acqua precipitabile nell’atmosfera. Il grafico si riferisce al nostro emisfero, ma può essere esteso con opportune variazioni a tutto il mondo.
Avere maggiore calore significa avere una maggiore quantità di vapore acqueo, che ricordiamo essere un gas serra esattamente come l’anidride carbonica. L’aumento della quantità di vapore acqueo fa salire automaticamente il contenuto di acqua precipitabile nella nostra atmosfera.
Tutto ciò cosa significa? Per prima cosa un’alterazione del regime delle piogge che non risulta più cadenzato, ma molto irruento e concentrato in pochi eventi dove cade la piogge di interi mesi. In seconda istanza, una maggiore stazionarietà delle configurazioni bariche e la mancanza della classica variabilità che competeva alle medie latitudini. In altre parole, se un tempo un anticiclone durava due settimane, adesso può durare addirittura mesi senza mai spostarsi.
Andremo quindi incontro ad un clima sempre più caldo con alluvioni e siccità? Potrebbe anche essere, ma il clima non presenta mai un andamento lineare. Il clima si sta modificando e si modificherà ancora verso “territori inesplorati”, ma non è detto che il pianeta nel frattempo possa trovare contromisure necessarie per limitare questo stato di cose, ad esempio meccanismi di feed-back o variazioni della portanza dell’AMOC, a cui si associa anche la nostra Corrente del Golfo.