Passaggio del 25 – 26 novembre: modello inglese e modello americano a confronto
Quest'oggi ritroviamo ancora una situazione notevolmente incerta riguardo le sorti del nuovo passaggio perturbato previsto tra domenica 25 e lunedì 26. Il modello americano GFS crede in un coinvolgimento più incisivo dell'Italia da parte di questa figura di bassa pressione, modello inglese ECMWF risulta invece più scettico.

Il bacino del Mediterraneo e la trama barica prevista sino alla fine del mese sull’Italia e sull’Europa continuerà ad essere influenzata da frequenti situazioni cicloniche. Nonostante la famigerata soglia del NAM sia stata superata ormai da qualche giorno, gli effetti di questo raffreddamento stratosferico tardano ad essere visibili anche nella troposfera. Le carte a medio e lungo termine continuano infatti a proporre una situazione potenzialmente instabile affacciarsi sulla nostra penisola.
L’anticiclone delle Azzorre dal canto suo a differenza dello scorso anno continuerà a mantenersi a debita distanza dal continente europeo, tentando anzi delle provvidenziali continue spinte dinamiche verso nord nord – ovest con conseguente calo dei geopotenziali in area franco – iberica agevolando l’ingresso di ulteriori fronti perturbati in direzione dell’Europa centrale.
Volgendo lo sguardo a lungo termine (da fine mese in avanti) emerge tuttavia un certo riassetto delle figure bariche a livello continentale, con una tendenza graduale al passaggio da un pattern tipicamente autunnale ad uno decisamente più invernale, quantomeno sotto il punto di vista termico.
Fungere da spartiacque una depressione prevista transitare sul Paese a cavallo tra le giornate di domenica 25 e lunedì 26. In queste due giornate, approfittando della già ben navigata falla barica sull’Europa occidentale, un fronte alimentato da aria fredda nord atlantica spingerà verso l’Europa centrale il Mediterraneo e l’Italia con effetti ancora poco chiari.
La depressione attiverà di fronte a se un corposo richiamo di venti meridionali con nuove precipitazioni, oppure scivolerà rapidamente verso est portando effetti solo limitati e fugaci?
A tal proposito il modello inglese ECMWF e l’americano GFS propongono due strade ben definite:
Modello inglese ECMWF: secondo il prestigioso centro di calcolo di Reading, il trottolone ciclonico avrebbe alcune difficoltà ad entrare franco sul nostro Paese. L’affondo della depressione in questo caso risulterebbe poco incisiva sul Mediterraneo occidentale. Ne risulterebbe uno scarso richiamo di venti umidi meridionali sul lato ascendente della figura di bassa pressione con effetti limitati ad alcune aree.

Modello americano GFS: secondo il centro di calcolo d’oltreoceano l’affondo dell’aria fredda nord atlantica risulterebbe molto più vigorosa sulla penisola Iberica. Il risultato più immediato sarebbe la formazione di una figura di bassa pressione molto più spigolosa tra penisola Iberica, Francia e versanti occidentali italiani.
Mentre su Portogallo, Spagna e Francia il tempo risulterebbe instabile e tendenzialmente più fresco / freddo, in Italia prenderebbe sopravvento un corposo richiamo di venti sciroccali con arrivo di un nuovo carico precipitativo specie al nord ed al centro, con temperature sempre attestate su valori miti.
In ambo i casi a seguire di quest’ultimo passaggio di stampo ancora autunnale potrebbero far seguito i primi pattern invernali della nascente stagione fredda 2012 – 1013.
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Autore : William Demasi
