00:00 25 Marzo 2015

Neve e vento: chi se la sentirebbe di scappare quassù?

Rorbu norvegese per sognare una vita diversa.

A pescare merluzzo nelle acque norvegesi, a fare vita contemplativa scrivendo libri o semplicemente a ritrovare se stessi in un periodo in cui la vita non vi sorride.

Un bel mese di vacanza nel silenzio del Grande Nord per dimenticare multe degli autovelox, tasse, problemi sul lavoro, in famiglia, malattie, addii, oppure per godersi la natura scatenata ed autentica, quella che non è nostra amica, nè nemica, che fa ed agisce come se noi non ci fossimo, ma si fa ammirare.

Se il problema sono i soldi si può viaggiare anche in treno o in nave, gli affitti delle rorbuer non sono poi così cari, basta masticare un po’ di inglese e troverete quello che fa per voi: avrete così l’illusione di fermare il tempo e proverete la gioia di potervi fermare a riflettere su quanto di buono e di cattivo avete combinato o intendete ancora combinare nella vita, ascoltando in pace il rumore del vento o gustandovi in tutta tranquillità un rovescio di neve.

Momenti di introspezione come questo valgono un’intera esistenza e ci aiutano a convincerci che in fondo valeva la pena di farla questa esperienza terrena, specie si è agnostici sino al midollo.

Se la famiglia è con voi in questa aspirazione di massima libertà dovete considerarvi persone fortunate. Se riuscirete a ritagliarvi un momento del genere recuperete quell’autostima che avete rischiato di perdere scontrandovi con il mondo malvagio che ci circonda.

Portate poche cose: sarà la natura ad occupare il tempo; non stancatevi mai di osservarla, assaporando ogni secondo di questo viaggio in paradiso intrapreso da vivi…  

 

Autore : Alessio Grosso