MODELLO EUROPEO: doppio disturbo all’alta pressione nei prossimi giorni
L'alta pressione subirà due distinti disturbi nei prossimi giorni. Vediamo quali...

Frammenti di un’estate "normale" sulla nostra Penisola.
In una stagione estiva che si rispetti, l’alta pressione non deve diventare quel mostro di stabilità inossidabile che abbiamo imparato a conoscere gli anni scorsi; sole e caldo ci devono ovviamente essere, ma alternati a situazioni meno bollenti e soprattutto un po’ instabili, segnatamente al nord.
Il campionario proposto oggi dal modello europeo ricalca ciò che abbiamo detto nei giorni scorsi; avremo l’alta pressione (e quindi l’estate), ma con alcune smagliature temporalesche che si faranno vedere (e sentire) soprattutto al nord e nelle zone interne dell’Italia centrale.
Il primo disturbo è raffigurato nella prima mappa, valida per la notte tra martedì 10 e mercoledi 11 luglio. Si nota la presenza di una goccia fredda a nord delle Alpi, che pur non riuscendo ad entrare sull’Italia in maniera decisa, dispenserà situazioni temporalesche più o meno intense sulle regioni settentrionali e parte del centro (segnatamente le aree interne nel pomeriggio).
Questa parziale instabilità seguiterà ad interessare le medesime aree anche nella giornata di giovedì 12 luglio; le altre regioni (segnatamente il sud e le Isole) resteranno invece sotto la protezione dell’alta pressione, con sole e caldo a profusione.
Passato questo disturbo, l’alta pressione tornerà a proteggere tutta l’Italia con la sua gobba stabilizzante (seconda mappa). I temporali diverranno nuovamente merce rara e le temperature punteranno verso l’alto specie al centro e al meridione.
Tra venerdì 13 e domenica 15 luglio sarà quindi probabile un altro breve periodo stabile e soleggiato dalle Alpi alla Sicilia, con gli eventuali temporali relegati ai profondi rilievi nelle ore del pomeriggio.
Il secondo disturbo all’alta pressione si manifesterà tra domenica 15 e lunedi 16 luglio (terza mappa). In questo caso verrà orchestrato da una perturbazione atlantica che stante la distanza previsionale impervia, risulta ancora male inquadrata dalle elaborazioni.
Le regioni che dovrebbero "beneficiarne" dovrebbero essere ancora le settentrionali e le interne centrali, ma avremo modo di riparlarne.
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Autore : Paolo Bonino
