Modello americano: ondata di freddo TARDIVA all’equinozio di Primavera?
Ipotesi fredde ancora presenti nelle simulazioni modellistiche. GFS mostra una possibile ondata di freddo ad inizio Primavera astronomica.
L’Inverno meteorologico si è concluso da una settimana e proprio in queste ultime ore è arrivata l’ufficialità riguardo il nuovo pesantissimo record della stagione appena trascorsa. Ebbene l’inverno 2023/2024 diventa ufficialmente il più caldo di sempre per l’Italia, da quando esistono le rilevazioni. Pensate che è stata registrata un’anomalia di +2,19°C sopra la media trentennale 1980-2010, un valore assolutamente ragguardevole che certifica, per l’ennesima volta, il cambiamento climatico in atto nel Mediterraneo.
Solo da un paio di settimane il trend sembra essersi invertito, ma sarà fondamentale capire quanto effettivamente le perturbazioni continueranno a scorrere nel Mediterraneo. Certamente il freddo, quello vero, continua a mancare così come è mancato per l’intero inverno: le temperature che stiamo registrando anche in queste varie ondate di maltempo sono più che altro valori tardo autunnali ed in effetti la quota neve non si è quasi mai portata al di sotto dei 1200-1000 metri.
Tuttavia questo non significa che nel prosieguo di marzo o addirittura nel mese di aprile non possiamo imbatterci in improvvise ondate di freddo tardive. Anzi, con i forti riscaldamenti stratosferici avvenuti di recente è molto probabile che continueremo a fare i conti con tempo perturbato anche nelle prossime settimane, le quali addirittura potrebbero culminare con almeno un’ondata di freddo tardiva.

Come ci mostra il modello americano GFS, il freddo dell’est potrebbe farci visita attorno all’equinozio di Primavera, che segnerà ufficialmente l’inizio della nuova stagione. Come potete vedere nella mappa qui sopra, relativa al 21 marzo, una massa d’aria fredda potrebbe scivolare fin sull’Europa centrale e il nord Italia, provocando un forte calo termico e anche occasioni di maltempo e neve a bassa quota.
Le temperature in quota, a circa 1500 metri, certificano la provenienza del freddo addirittura dalla Russia europea e la Scandinavia.

Non sarebbe assolutamente un percorso facile per il freddo dell’est, anzi tutt’altro! Questa ondata di freddo tardiva è frutto di vari movimenti che dovranno concatenarsi nei prossimi giorni e che pertanto rendono molto complicata questa previsione.
Questo significa che dovremo tornarci nei prossimi editoriali, in modo da avere un quadro più chiaro del prosieguo di marzo.