19:44 18 Marzo 2024

Modello americano: dalle Palme l’Italia ripiomba in INVERNO!

Aggiornamenti abbastanza clamorosi del modello americano. Ondata di freddo da domenica su gran parte d'Italia, fiume freddo artico direttamente dalla Scandinavia.

Dopo diversi giorni tutto sommato tranquilli, grazie a un blando anticiclone delle Azzorre, a breve entreremo in una fase decisamente più turbolenta e movimentata. Sotto la lente d’ingrandimento senz’altro ci va l’ultima settimana di marzo, che ci traghetterà alla Pasqua e che pare proprio possa riservarci grossi sbalzi di temperatura e addirittura un’ondata di freddo fuori stagione.

Dunque, non dovremmo farci ingannare dall’aumento clamoroso delle temperature previsto da metà settimana, quando si riaffaccerà in Italia l’Anticiclone Nord africano. Come già visto nei precedenti editoriali, avremo a che fare con un repentino incremento termico che ci riporterà addirittura al di sopra dei 23 o 24 °C su tante regioni, soprattutto sul versante Adriatico e sulle due isole maggiori.

Questa ondata di mitezza, anche abbastanza eccessiva per il mese di marzo, sarà poi prontamente spazzata via dalle correnti più fredde provenienti dal Nord Europa.

Questo improvviso cambiamento del tempo potrebbe concretizzarsi nel corso del weekend, ovvero nella domenica delle Palme. Tutti i centri di calcolo al momento concordano sulla discesa di questa ondata di freddo dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e anche verso l’Italia a partire dal fine settimana. Tuttavia, il modello americano GFS propone uno scenario ancor più estremo che vedrebbe tutta Italia, in un contesto ora pieno d’inverno, proprio ad un passo dalle feste di Pasqua.

Il modello americano mette in risalto l’arrivo di una vasta massa d’aria fredda di origine artica sull’Europa centrale e su gran parte della nostra penisola, addirittura destinata a isolarsi per almeno tre o quattro giorni, garantendo quindi una lunga fase di instabilità e di freddo fuori stagione. Non si tratterà di aria gelida, però a quanto pare le temperature a 1500 m circa potrebbero raggiungere anche i -2 o i –3 °C. In tal caso potremmo fare i conti con temperature sicuramente quasi invernali, quindi parecchio basse non solo in montagna ma anche in pianura, mentre la neve potrebbe addirittura portarsi a quote di alta collina.

Inoltre, considerando che ormai ci troveremo nella prima decade della primavera astronomica, è lecito attendersi importanti contrasti termici tra l’aria fredda in quota e l’aria più calda che pian piano tenderà ad accumularsi nelle ore diurne nei bassi strati. Come spesso avviene durante i mesi primaverili ed estivi, potremmo imbatterci in numerosi acquazzoni e temporali pomeridiani e serali non solo al Nord ma anche sul centro e il Sud Italia. Tutta questa aria fredda che potrebbe arrivare specie alle alte quote direttamente dalla Scandinavia, potrebbe essere responsabile di grandinate e anche potenziali nevicate a quote relativamente basse sul Centro-Nord.

Ovviamente si tratta ancora di una tendenza di un singolo modello, ovvero quello americano, pertanto saranno necessari ulteriori approfondimenti nei prossimi giorni per schiarire tutti i dubbi su questa turbolenta ultima settimana del mese.