19:02 24 Giugno 2025

Meteo: ondata di TEMPORALI a fine mese, le regioni nel mirino

Sempre più probabili i temporali di fine Giugno! Non per tutti!

Arrivano nuove conferme dai principali centri di calcolo riguardo al presunto peggioramento delle condizioni meteo tra fine mese e inizio luglio. Il vastissimo promontorio africano, che fino al termine di giugno senz’altro avvolgerà tutta la nostra penisola, potrebbe subire un lieve e fisiologico indebolimento alle alte quote per vari fattori, in primis la decadenza naturale dell’intero promontorio africano dopo svariate giornate di persistenza nel Mediterraneo.

Questo indebolimento alle alte quote produrrà inevitabili turbolenze grazie al sollevamento dell’aria calda dai bassi strati verso l’alto. L’ascesa del calore e dell’umidità verso alte quote comporterà il raffreddamento adiabatico della massa d’aria e, di conseguenza, lo sviluppo di cumuli e cumulonembi in grado di sfociare in forti temporali.

Il peggioramento di giovedì 26 giugno sarà legato essenzialmente a intrusioni di aria fresca dall’Atlantico che lambiranno il Nord Italia e porteranno allo sviluppo di un fronte abbastanza organizzato, specie su Alpi e Prealpi.

Invece, il presunto peggioramento di lunedì 30 giugno potrebbe essere caratterizzato quasi esclusivamente da temporali di calore pomeridiani e serali. Queste celle temporalesche saranno frutto dell’eccessiva calura presente nei bassi strati sia sulla Val padana che localmente nelle aree interne del centro Italia. Basterà un leggero indebolimento del promontorio africano alle alte quote per produrre questi intensi temporali carichi di acquazzoni, grandinate e forti raffiche di vento.

Trattandosi di temporali di calore, è chiaro che parliamo di fenomeni isolati ma potenzialmente di forte entità. Il modello americano GFS mostra un netto guasto nella giornata di lunedì 30 giugno con precipitazioni più presenti su Alpi e Prealpi, ma localmente anche sulla Val padana.

Un po’ più restio il modello europeo ECMWF, che indica instabilità molto più disorganizzata e concentrata soprattutto sulle aree montuose e pedemontane del nord. Poco da dire per il resto d’Italia, che in entrambi gli scenari è avvolto dal promontorio africano e dal caldo intenso.

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