00:00 3 Gennaio 2007

Le configurazioni ideali per il freddo sull’Italia

In questo scorcio d'inverno poco dinamico, cerchiamo di capire quali configurazioni ci dovrebbero essere in Italia per assicurare il freddo.

gelo

Gelo

Inverno: stagione particolare, odio e amore degli italiani! Non appena arriva una perturbazione e un po’ di freddo, tutti a gridare all’eccezionalità dell’evento, sperando che passi presto e che torni il caldo.

Quando si va in montagna e si trovano però le piste da sci completamente marroni, allora si grida alla neve, magari lanciando strali contro una stagione che di invernale non ha proprio nulla!

In effetti il FREDDO in inverno sarebbe nella regola delle cose, come il CALDO in estate. Immaginatevi quanti “mugugni” sortirebbe un mese di luglio temporalesco e fresco! Questo perchè in estate DEVE fare caldo…è la sua stagione! Non c’è santo che tenga.

L’Italia, in effetti, è una nazione a clima temperato. Di conseguenza è lecito attendersi inverni solo moderatamente freddi, salvo eccezioni.

Abbiamo parlato di “freddo moderato”, non di “freddo assente”. Già, perchè il primo scorcio dell’inverno 2006-2007 non ha concesso quasi nulla da questo punto di vista. E’ vero, ci sono le inversioni termiche, non si gira con le mezze maniche (ci mancherebbe!), ma l’atmosfera che ci circonda è tutt’altro che invernale.

La stessa situazione la si può riscontrare anche nel resto dell’Europa. Manca la neve, mancano le gelate, insomma, manca l’inverno!

Se la natura non ci permette di analizzare al momento le situazioni che portano il freddo sull’Italia, cerchiamo di farlo noi in questa sede. Dopo tutto è anche un po’ il nostro dovere!

Le masse d’aria fredda che raggiungono la nostra Penisola possono essere divise in due categorie: correnti artiche marittime e correnti continentali.
Vi sono anche le polari marittime, ma queste in genere non portano mai grossi scossoni in campo termico.

Le correnti artiche marittime vengono da nord, dal Circolo Polare Artico. Sono messe in moto da una rimonta anticiclonica che si allunga fino al nord Atlantico, bloccando le miti correnti da ovest.

Si tratta di aria fredda soprattutto ALLE QUOTE SUPERIORI, di conseguenza si presenta instabile e apportatrice di rovesci nevosi. A contatto con il Mediterraneo, in genere, forma depressioni per contrasto termico, con tempo perturbato specie al centro e al sud.

Le correnti fredde continentali sono di norma le più gelide di tutte. Vengono da est, dalla Siberia. In questo caso a veicolarle verso l’Italia ci pensa il famigerato anticiclone russo, che con un gelido abbraccio ingloba gran parte del Continente Europeo. L’anticiclone, tuttavia, ha bisogno della collaborazione di una depressione situata tra il Mar Ionio e la Grecia.

Tali correnti sono l’espressione dell’inverno più crudo e freddo! In genere si tratta di aria gelida A LIVELLO DEL SUOLO. Di conseguenza ha comportamento scarsamente instabile, ma può contrastare con aria più umida in loco e determinare abbondanti nevicate da “scorrimento”.

Se l’avvezione fredda è particolarmente massiccia e veloce si parla di BURIAN, il vento freddo della Steppa! Questa forte corrente fredda porta abbondanti nevicate nelle zone esposte, quindi sul medio-basso Adriatico e il retrostante Appennino.

Se ad una situazione di Burian fa seguito un respiro più umido dall’Atlantico, tutto il nord Italia viene investito da abbondanti nevicate, specie sull’Appennino Ligure, sulla Alpi e sul Piemonte.
Autore : Paolo Bonino