Anticiclone vulnerabile: TEMPORALI possibili anche tra il 9 e il 12 giugno
L’anticiclone avanza, frena, riparte: la classica incertezza di giugno che può fare danni, vediamo le aree maggiormente a rischio.

Giugno torna a mostrare il suo volto più ambiguo: quello dell’anticiclone che arriva con decisione, sembra voler inglobare tutta l’Italia, poi improvvisamente frena, lascia filtrare spifferi freschi, apre corridoi instabili e permette alle code delle perturbazioni atlantiche di infilarsi nel Mediterraneo. Un comportamento che conosciamo bene: è la tipica incertezza anticiclonica di inizio estate, spesso sottovalutata, ma che negli ultimi anni ha coinciso, soprattutto al Nord, con episodi estremi, grandinate violente, downburst e temporali autorigeneranti. (Oltre ad ingenti perdite di denaro per parchi a tema e piscine).
Il quadro attuale non fa eccezione. L’anticiclone tenta più volte di consolidarsi, ma ogni volta qualcosa lo disturba: un’ondulazione del getto, una saccatura che affonda più del previsto, un minimo che si isola in quota. Il risultato è un tira e molla continuo che non promette nulla di buono per le regioni più esposte alle correnti occidentali e nord‑occidentali.
Lo vediamo in questa mappa relativa al modello ECMWF prevista per mercoledì 10 giugno su base grafica Meteociel:

Sul fronte opposto, i versanti tirrenici, e in particolare le isole maggiori — vivranno una realtà completamente diversa: sole, caldo, stabilità quasi indisturbata, ad eccezione della Toscana. È il classico scenario “a due Italie”, con il Mediterraneo occidentale protetto e quello orientale vulnerabile.
La sequenza degli impulsi instabili secondo ECMWF
Il modello europeo delinea una cronologia piuttosto chiara:
- Martedì 9 giugno: primi fenomeni sulle Alpi, con temporali pomeridiani e serali anche intensi.
- Mercoledì 10: possibile sfondamento verso parte della Valpadana, specie settore centro‑orientale.
- Giovedì 11: coinvolgimento dell’Adriatico, con rovesci e temporali in discesa verso sud.
- Venerdì 12: ultimi fenomeni sul basso Adriatico, poi graduale miglioramento.
Ecco qui evidenziata le aree a maggior rischio fenomeni tra il 9 e il 12 giugno secondo il modello ECMWF su base grafica Meteologix (in azzurro):

Dopo questa fase, l’anticiclone potrebbe tornare a espandersi con maggiore decisione, riportando sole e caldo su gran parte del Paese. Ma la parola “duraturo” resta tutta da verificare: il Mediterraneo rimane in una configurazione sensibile, e nuovi disturbi non sono affatto esclusi.
Gli altri modelli? Stessa musica: equilibrio fragile
Anche GFS, ICON e UKMO mostrano un quadro simile: anticiclone presente ma non pienamente dominante, continuamente insidiato da correnti atlantiche che cercano spazio. Siamo sul filo, e quando si è sul filo basta poco per far pendere la bilancia verso instabilità improvvise.
Sintesi finale
- Anticiclone indeciso: avanza, frena, lascia filtrare aria fresca e impulsi instabili.
- Nord e Adriatico più esposti, con temporali tra 9 e 12 giugno.
- Tirreniche e isole maggiori quasi sempre stabili e calde.
- Modelli concordi su un equilibrio fragile tra alta pressione e correnti atlantiche.
- Dopo il 12 possibile nuova rimonta anticiclonica, ma senza garanzie di durata.

