15:11 5 Giugno 2026

L’anticiclone va in crisi: giugno a rischio

Anticiclone in affanno: la “sbandata” che potrebbe cambiare il volto di giugno

Il tempo potrebbe andare in crisi.

La vedete anche voi l’immagine qui sotto tratta dall’ultima emissione del modello GFS per sabato 13 giugno? Indubbiamente colpisce vedere un vortice freddo centrato sulla Germania che influenza parzialmente l’Italia con le sue correnti fresche da nord e la sua instabilità. Ma è tutto vero? Verrebbe da dire: ancora non del tutto, ma in parte si.

L'incredibile deriva dell'anticiclone previsto dal modello GFS per il 13 giugno nella ricostruzione grafica di Meteociel.

Ci sono segnali di sbandamento inopinati.
L’anticiclone che fino a pochi giorni fa sembrava destinato a dominare la scena mediterranea con continuità sta mostrando segnali evidenti di squilibrio barico. Una sorta di “sbandata” strutturale, non un semplice cedimento temporaneo: le ultime emissioni modellistiche indicano infatti un progressivo sbilanciamento del campo alto‑pressorio, incapace di consolidarsi in modo pieno sul bacino centrale del Mediterraneo.

È un cambio di passo importante, soprattutto perché arriva in controtendenza rispetto alle previsioni più estreme che, sull’onda del super Niño, avevano ipotizzato un giugno da “forno”, con temperature record e stabilità assoluta. Al momento, le carte raccontano tutt’altro: correnti da nord o da ovest che continuano a inserirsi nel Mediterraneo, minando la stabilità e mantenendo le temperature su valori gradevoli e pienamente nella norma stagionale.

Perché l’anticiclone è in difficoltà

La struttura anticiclonica mostra un asse inclinato, sbilanciato verso ovest o verso sud‑ovest, lasciando scoperto il fianco settentrionale e quello adriatico. È proprio da lì che si inseriscono:

  • infiltrazioni fresche nord‑atlantiche,
  • correnti occidentali più umide,
  • piccoli cavi d’onda capaci di generare instabilità anche improvvisa.

Il risultato è un’Italia divisa:

  • Nord e Adriatico più esposti a temporali, rovesci e cali termici,
  • Tirreno e Isole Maggiori più protetti, con clima caldo ma senza eccessi.

La possibile svolta da metà mese

Gli aggiornamenti più recenti mostrano un elemento nuovo: la sbandata anticiclonica potrebbe non rimanere confinata al Nord. Da metà mese, infatti, diversi modelli iniziano a intravedere:

  • un anticiclone meno convinto,
  • una maggiore ondulazione del flusso atlantico,
  • la possibilità che impulsi instabili raggiungano anche il Centro e parte del Sud.

Non si parla di maltempo diffuso, ma di una maggiore vulnerabilità del campo alto‑pressorio, con fasi instabili più frequenti e temperature che, pur salendo, non sembrano orientate verso valori estremi.

Temperature: addio scenari da record

Il quadro termico è eloquente:

  • valori in linea con la media,
  • punte calde solo al Sud e sulle Isole,
  • nessuna ondata di calore strutturata all’orizzonte nei prossimi 7‑10 giorni.

Un giugno “normale”, forse persino più dinamico del solito, alla faccia di chi prevedeva un mese rovente e statico.

Sintesi finale

Temperature nella norma, nessun segnale di ondate di calore estreme.
L’anticiclone mostra una sbandata strutturale, con asse instabile e fianco settentrionale scoperto.
Nord e Adriatico: più esposti a infiltrazioni fresche e temporali.
Centro‑Sud tirrenico e Isole: più protetti, clima caldo ma senza eccessi.
Da metà mese possibile instabilità anche sul resto del Paese.

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