La pericolosa situazione barica di mercoledì 21
Una serie di cause per un fenomeno pericoloso: il disgelo alpino con pioggia battente su un manto nevoso abbondante.

Manto nevoso abbondante. Pioggia battente sino a 1800m per 48 ore. Le conseguenze potrebbero anche rivelarsi drammatiche, sia per l’innevamento delle quote inferiori, dopo tanta attesa per avere la neve fresca per Natale, sia per il rischio valanghe, ma anche per qualcosa di più. Il disgelo potrebbe gonfiare pericolosamente fiumi e torrenti. Acqua che scende, neve che fonde, il pericolo è reale e concreto. Sono passati solo 2 mesi e mezzo da un evento simile: era ottobre.
Da 3 giorni il modello americano insiste nel prevedere un impressionante rialzo termico su entrambi i versanti alpini, specie quello meridionale, soggetto a ricaduta favonica a causa di una parziale rimonta di quella sadica figura che risponde al nome di anticiclone dinamico, sempre "fra i piedi" dei previsori a far danni da una vita.
Se in Valpadana potrebbero sperimentare il primo assaggio primaverile, sulle Alpi potrebbe fare ancora più caldo con ben 13°C a 1500m, e dunque anche sui nostri versanti non ce la passeremmo bene, fortuna non pioverà ovunque, ma salvo sui settori confinali e fortuna che la neve sparata reggerà comunque, anche laddove quella naturale dovesse parzialmente fondere.
E’ presto per entrare nel dettaglio, ma gran parte della Svizzera, ma anche il Livignasco, la Valle d’Aosta, l’Ossola, tutte le vallate più a nord dell’Alto Adige rimarranno sotto osservazione, perchè localmente di neve ne è arrivata davvero molta anche sui nostri versanti e altra ne arriverà a ridosso del confine nella giornata di martedì, quando il cuscino consentirà ancora nevicate a quote basse. Mercoledì e giovedì invece massima attenzione…A rischiare molto ci saranno Vallese e Svizzera Tedesca ma anche l’alta Leventina in Canton Ticino.
Dal 23 per fortuna è attesa una massa d’aria più fredda arrivare dall’Atlantico.
Autore : Alessio Grosso
