00:00 16 Aprile 2010

L’eruzione del Monte Saint Helens e i lahar

Il 18 maggio del 1980 una devastante eruzione vulcanica scuote lo stato di Washington.

L’eruzione del Monte Saint Helens e i lahar

Alle 8.32 del 18 maggio 1980 il vulcanologo David Johston, in missione a 8 km a nord del vulcano invia l’ultimo drammatico messaggio annunciando una imminente esplosione. Qualche minuto dopo si scatena l’inferno e un’area di ben 700 kmq viene interamente devastata, morirà anche il vulcanologo. Il Monte Saint Helens si trova nello stato di Washington negli Usa ed era quiescente dal 1857. Un rigonfiamento a nord del monte poche settimane prima della spaventosa eruzione aveva fatto temere il peggio.

Un’immensa valanga di detriti si riversa fino a 27 km dalla vetta del vulcano ad una velocità impressionante: 250 km/h. Il Saint Helens era alto 2975 m, ora risulta più basso di oltre 300 m. Alcuni lahar erano scesi dalla montagna distruggendo le valli adiacenti in un raggio di oltre 100 km. Le proiezioni vulcaniche e le nubi ardenti sciolsero la neve presente sul monte che si precipitò come una grossa colata di fango (lahar) nel fiume South Fork Toutle che seminò morte e distruzione.

Un lahar ha la consistenza del cemento e il suo avanzamento è lento e viscoso; ha una forza di impatto capace di demolire interi edifici. Un lahar si può formare in molti modi tra cui: piogge torrenziali durante un’eruzione vulcanica come nel caso del Pinatubo, oppure da un lago craterico che si svuota improvvisamente, come nel caso del Monte Kelud a Giava. Ma il lahar più terribile deriva dalle eruzioni di vulcani coperti da ghiaccio e neve come quelli islandesi.

Autore : Redazione